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Economia - Il grido d'allarme di Confconsumatori e Federazione Nazionale Consumatori: "Non basta assistere passivamente all'impoverimento dei cittadini, chiediamo azioni concrete"

“La pressione fiscale svuota la busta paga e la spesa quotidiana è insostenibile, nella Tuscia si arriva a fatica a fine mese”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un ceto medio impoverito, la spesa quotidiana diventata un rompicapo mensile e una pressione fiscale che assorbe fette sempre più consistenti del bilancio familiare. Nella provincia di Viterbo e nei suoi comuni, da Viterbo città a Castel Sant’Elia e nell’intero hinterland della Tuscia, la sensazione di fare fatica a “arrivare a fine mese” non è soltanto una percezione, ma una dura realtà economica documentata per i Consumatori.

Portafogli - Foto di archivio

Portafogli  – Foto di archivio


Come associazioni di tutela dei consumatori, raccogliamo ogni giorno le testimonianze e gli appelli di cittadini, dipendenti pubblici e privati, liberi professionisti e pensionati. Quello che emerge è un quadro chiaro: negli ultimi cinque anni il potere d’acquisto dei residenti e consumatori della provincia ha subito un vero e proprio crollo.

La pressione fiscale locale: l’IRPEF che svuota la busta paga. Uno dei nodi principali legati al carovita del nostro territorio è la combinazione tra le imposte nazionali e la fiscalità locale. I residenti della provincia di Viterbo si trovano ad affrontare un livello di tassazione sui redditi tra i più elevati del Paese, causato dal cumulo delle addizionali. Addizionale Regionale IRPEF (Lazio): Le aliquote progressive arrivano fino al 3,33% per i redditi medio-alti. Anche per la fascia di reddito medio (tra i 15.000 e i 28.000 euro) la trattenuta regionale pesa in modo costante su ogni stipendio e pensione. Addizionale comunale IRPEF: Nel capoluogo e in diversi comuni della provincia, l’aliquota sfiora o raggiunge il tetto massimo consentito per legge dello 0,80%.

Cosa significa in euro per un residente? Per una famiglia o Consumatore viterbese con un reddito lordo di circa 25.000 euro all’anno, il cumulo delle addizionali si traduce in una trattenuta annua che sfiora i 1.000 euro solo per le imposte locali. Denaro che viene sottratto direttamente dai consumi primari e dalle spese per la salute o la formazione dei figli.

La spesa quotidiana: oltre il 15% di valore reale perso. Se le tasse drenano liquidità alla radice, il carovita quotidiano erode il valore di quello che resta. L’inflazione registrata nel triennio post-pandemico ha colpito in modo sproporzionato le cosiddette “spese obbligate”. Il carrello della spesa e i beni di prima necessità: l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari di base (pane, latte, pasta, carne e verdura) ha costretto oltre il 60% dei consumatori viterbesi a modificare le proprie abitudini d’acquisto, orientandosi verso discount o riducendo la qualità dei beni acquistati. Le bollette e i servizi a rete: il costo del servizio idrico integrato e la TARI (la tassa sui rifiuti) continuano a rappresentare voci d’uscita onerose per gli utenti, spesso a fronte di disservizi o di ritardi nei conguagli che mettono in difficoltà i bilanci familiari. Trasporti e pendolarismo: la Tuscia è un territorio a forte vocazione pendolare. Con il rincaro dei carburanti e dei costi di gestione delle auto private — essenziali per chi risiede nei piccoli comuni della provincia dove il trasporto pubblico è carente —, spostarsi per lavoro verso Viterbo o Roma è diventato una spesa fissa insostenibile.

Lavoratori dipendenti e professionisti: due volti della stessa crisi. L’impoverimento non riguarda più soltanto le fasce storicamente deboli, ma colpisce appieno il ceto medio della provincia. I lavoratori dipendenti: I rinnovi dei contratti nazionali sono arrivati in ritardo o con aumenti che coprono solo una frazione dell’inflazione reale. Molti lavoratori dipendenti viterbesi si trovano oggi nella condizione di “occupati poveri”, ovvero persone che pur lavorando a tempo pieno fanno fatica a coprire spese impreviste come una cura dentistica o la riparazione dell’auto.

I liberi professionisti e le partite IVA: Geometri, avvocati, periti, commercianti e artigiani locali affrontano una tenaglia devastante. Da un lato sono cresciuti i costi fissi d’impresa (affitti dei locali, utenze dello studio, software di gestione, contributi previdenziali). Dall’altro, la clientela locale — impoverita a sua volta — tende a rinviare le prestazioni non urgenti, a chiedere sconti o a ritardare i pagamenti.

Guida pratica: 4 tutele e diritti immediati per i consumatori viterbesi. Di fronte a questo scenario, la nostra associazione ricorda a tutti i cittadini che esistono strumenti di tutela e agevolazioni di cui è possibile fruire immediatamente. Verifica dei Bonus Sociali per Luce, Gas e Acqua: Ricordiamo che per i nuclei familiari con ISEE entro certe soglie (aggiornate periodicamente) lo sconto sulle bollette elettriche e del gas viene applicato automaticamente, ma è sempre bene verificare la propria posizione al CAF. Rateizzazione delle cartelle e dei tributi locali: In caso di avvisi di accertamento TARI o tributi comunali arretrati, i cittadini hanno il diritto di richiedere piani di rateizzazione sostenibili per evitare sanzioni e interessi di mora. Contestazione delle fatture idriche anomale: In presenza di bollette dell’acqua spropositate dovute a perdite occulte o errori di lettura del contatore, è possibile avviare procedure di reclamo e conciliazione con il gestore. Tutela nei contratti e nelle utenze domestiche: Fare attenzione alle modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali dei fornitori di energia. Le associazioni dei consumatori sono a disposizione per verificare la correttezza delle fatture.

Le nostre richieste alle istituzioni del territorio. Non basta assistere passivamente all’impoverimento dei cittadini. Come associazione di consumatori chiediamo azioni concrete alle amministrazioni della provincia di Viterbo e alla regione Lazio. Innalzamento della soglia di esenzione IRPEF comunale per tutelare i redditi fino a 18.000 euro. Moratoria sugli aumenti delle tariffe locali (TARI e acqua) e maggiore trasparenza sulla carta dei servizi. Istituzione di un fondo straordinario di solidarietà destinato alle famiglie e ai lavoratori autonomi della Tuscia in comprovata difficoltà economica.

Confconsumatori provinciale di Viterbo
Federazione Nazionale Consumatori

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16 ottobre, 2026

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