Viterbo – Sacchi a pelo, cartoni, avanzi di cibo ed escrementi. Al lavatoio di via Signorelli si annuncia un altro inverno difficile per i senzatetto che ormai utilizzano la struttura come dormitorio di fortuna, tra mosche, rifiuti e cibo ammuffito e maleodorante. L’amministrazione guidata da Chiara Frontini ha abbandonato a sé stessa la struttura, senza trovare un modo per tutelarla dopo il restauro. Un classico: si sistemano le cose e si abbandonano, senza controlli e manutenzione.
Viterbo – Il lavatoio di via Signorelli dopo la cura Frontini
A tre anni dai lavori di restauro del 2023, che sembravano aver messo fine a un lungo periodo di degrado e abbandono, la situazione è tornata sostanzialmente quella di prima. Il lavatoio continua a essere utilizzato, quando va bene, come rifugio da persone senza fissa dimora, come dimostrano le immagini. Di giorno si allontanano, mentre la sera tornano per mangiare e trascorrere la notte al riparo.
Viterbo – Il lavatoio di via Signorelli
All’interno della struttura ci sono due sacchi a pelo stesi a terra, una busta piena di indumenti e altri vestiti abbandonati un po’ ovunque. Poi bottiglie di birra vuote, lattine, contenitori di vetro, mozziconi di sigarette e resti di pasti consumati sul posto.
Viterbo – Il lavatoio di via Signorelli
Nelle vaschette sono rimasti avanzi di cibo, ormai in decomposizione. L’odore è nauseabondo e attira numerose mosche. Sul lato più corto del lavatoio è stata ricavata una sorta di toilette improvvisata, con la presenza di quelli che appaiono essere escrementi umani.
Viterbo – Il lavatoio di via Signorelli
Uno scenario di degrado che stride con gli interventi realizzati nel 2023 per restituire decoro a uno dei luoghi storici del quartiere San Faustino.
Alla vigilia dell’inaugurazione, la sindaca Chiara Frontini aveva annunciato l’idea di affidare la gestione del lavatoio a giovani artisti viterbesi, trasformandolo in uno spazio da valorizzare e restituire alla città.
Viterbo – Il lavatoio di via Signorelli
L’assessore Floris aveva invece prospettato il ritorno dell’acqua nelle vasche, per recuperare almeno in parte la funzione originaria della struttura. Si era parlato anche della possibilità di installare grate o cancelli per impedire l’accesso durante le ore notturne. A distanza di tre anni, però, quei progetti non si sono concretizzati per nulla. Solo annunci e sogni come sempre. Come è accaduto per tutto il centro storico e per l’intera città. Dopo quattro anni la sindaca Frontini non ha ancora capito che le opere vanno bene, se vengono poi tutelate e curate. Insomma dopo il taglio del nastro, in cui è specializzata, c’è di più. Per dirla con una battuta.
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