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Viterbo - Dopo avere pagato 410 euro di consumazioni, lo hanno aggredito per farsi ridare i soldi

Gestore di night rapinato da due avventori: “Mi hanno fatto saltare quattro denti”

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Viterbo – (sil.co.) – Rapinato da due avventori. Serata al night club finita male per il gestore di un locale notturno della provincia, rimasto letteralmente sdentato dopo che due avventori hanno dato in escandescenze pretendendo di riavere indietro i 410 euro pagati per quattro bottiglie di Berlucchi da 100 euro l’una e due consumazioni da 5 euro ciascuna. 


Night club

Rapina al night club


“Denti saltati con una capocciata”. Vittima un 67enne, che ha ricostruito martedì davanti al collegio presieduto dal giudice Savina Poli quanto accaduto nel suo locale la notte tra martedì 11 e mercoledì 12 giugno 2024. Imputati di rapina aggravata, in seguito alla querela, un taglialegna italiano e un muratore romeno, entrambi di 52 anni, difesi dall’avvocato Federica Ambrogi, quest’ultimo, secondo il racconto della persona offesa, il più violento, che gli avrebbe fatto saltare quattro denti con una capocciata. 

Tutto per 410 euro di consumazioni. “Al momento di pagare – ha spiegato il titolare del night – l’italiano, che conoscevo, mi ha dato 200 euro in cintanto, mentre il romeno, che si era intrattenuto al tavolo con una ragazza di sala, ha pagato 210 euro con la carta. Dopo di che, tutto agitato, ha richiesto indietro la somma, spaccandomi i denti con una testata, al che, sentendomi colare il sangue dalla bocca, ho rifato i 200 euro in contanti all’italiano”.

Minacce col collo di bottiglia rotto. La coppia se ne sarebbe quindi andata via per poi tornare dopo un paio d’ore, accompagnata da due tunisini che sarebbero rimasti in macchina. “Sono piombati dentro il locale chiedendo anche gli altri 2010 euro. Il romeno ha spaccato una bottìglia afferrata dal bancone, minacciandomi col collo di vetro rotto, per cui, spaventato e dolente per i denti che tremavano in bocca, ho dato all’italiano anche i 210 euro che avevano pagato con la carta”.

Finte scuse. La vittima, in seguito alla violenta aggressione, ha perso quattro denti. “Il dentista ha dovuto levarli e rimetterli finti, non ho potuto mangiare per due mesi e per finire l’intervento ce ne sono voluti quattro”, ha proseguito il 67enne, spiegando che il giorno dopo entrambi si sono scusati al telefono, promettendo di restituirgli i soldi e pagare i danni, dalvo bloccarlo la sera stessa.

Dopo tre mesi, la resa dei conti. “Dopo averli cercati inutilmente per tre mesi, la sera del 9 settembre mi sono fatto accompagnare da un romeno a casa dell’italiano, a San Martino, bloccandolo con la macchina lungo la strada mentre stava uscendo in auto, da dove ha sferrato un pugno al mio amico, poi è sceso e si sono attaccati, mentre arrivava anche il romeno con cui era venuto al night minacciando di fare del male a noi e alle nostre famiglie”.

Vittima parte civile. Sul posto, chiamati da un vicino di casa carabiniere, si sono precipitati polizia e 118 e due giorni dopo è scattata una seconda querela, sfociata in un procedimento con citazione diretta a giudizio, la cui udienza predibattimentale si terrà nelle prossime settimane. La difesa, ne frattempo, ha chiesto la revoca della misura cautelare dell’obbligo di presentazione cui gli imoutati sono tuttora sottoposti, Il collegio si è riservato, Prossima udienza a marzo.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 ottobre, 2026

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