Viterbo – Un nuovo pannello commemorativo per Pietro Rossi: “L’eroe ritrovato”, scoperto ieri pomeriggio, sabato 24 ottobre, nella sala Regia di palazzo dei Priori in onore dell’uomo che a 40 anni lasciò Viterbo per unirsi alla spedizione garibaldina del 1860.
Viterbo – Chiara Frontini, Antonello Ricci, Pierluigi Amen e Raffaella Sommacal
Centocinquant’anni dopo la morte, Viterbo restituisce alla propria memoria Pietro Rossi, l’unico garibaldino viterbese inserito nell’elenco ufficiale definitivo dei Mille di Marsala.
“Restituiamo alla storia della città un frammento che fa parte della storia d’Italia”, ha detto la sindaca Chiara Frontini aprendo l’incontro.
A ripercorrere la vita di Rossi è stato Pierluigi Amen, ricercatore documentale ed esperto di storia contemporanea, protagonista del lavoro che negli ultimi anni ha consentito di ricostruire nuovi passaggi della vicenda del garibaldino.
“Questa storia nasce dall’amicizia con Aldo Rossi, nativo di Viterbo e discendente di Pietro – ha raccontato Amen –, ma all’inizio purtroppo, questa ricostruzione era manchevole”.
Viterbo – Pierluigi Amen e Raffaella Sommacal
Rossi nacque a Viterbo il 14 settembre 1820, fu battezzato nella chiesa di Sant’Angelo in Spatha e nel 1848 sposò Maria Sabatini nella chiesa dei Santi Faustino e Giovita. Caffettiere a Viterbo e già indicato nei documenti della polizia pontificia come “pregiudicato repubblicano”, nel 1860 si unì alla spedizione garibaldina.
“Parte e si imbarca a 40 anni – ha ricordato Amen – lasciando la bottega. Viene poi congedato a Caserta con il grado di caporale”.
Viterbo – Pierluigi Amen
La sua storia personale si intrecciò con quella di una Viterbo ancora appartenente allo Stato pontificio. Secondo la ricostruzione illustrata da Amen, dopo la spedizione Rossi non poté immediatamente fare ritorno nella sua città e si stabilì a Orvieto. Successivamente si trasferì a Firenze, prima di tornare nell’area viterbese negli ultimi anni della sua vita. Morì infatti a Castel Giorgio nel 1876.
Una figura rimasta per decenni quasi sconosciuta nella sua stessa città, è stata svelata con un percorso iniziato anche attraverso il lavoro di Antonello Ricci, oggi presidente dell’associazione delle Comunità Narranti.
“La prima volta che sentii parlare di questa storia fu grazie a Massimo Onofri – ha ricordato Ricci –. Nei musei di Marsala, nell’elenco dei Mille, aveva trovato un viterbese. Da lì abbiamo iniziato a raccogliere testimonianze e a ricostruire non soltanto una vicenda personale, ma un pezzo di storia”.
Viterbo – Pubblica commemorazione in memoria di Pietro Rossi
Nel 2010 Antonello Ricci e l’illustratore Alfonso Prota dedicarono a Rossi l’albo a fumetti “Vittoria! Malinconica e avventurosa vita di Pietro Rossi garibaldino”, al quale seguì anche uno spettacolo della Banda del Racconto. Un altro passaggio arrivò nel 2014, quando Chiara Frontini, allora consigliera comunale, presentò una mozione per l’apposizione di una lapide alla memoria di Rossi. La proposta venne approvata all’unanimità dal consiglio comunale il 6 febbraio di quell’anno. La lapide venne poi scoperta in piazza Unità d’Italia il 17 ottobre 2020, nel bicentenario della nascita.
“Quella di Chiara Frontini è stata una battaglia per riportare alla luce la figura di Rossi – ha detto il vicesindaco Alfonso Antoniozzi –. Il dispetto più grande che possiamo fargli è santificarlo, perché così lo rendiamo irraggiungibile. Ricordare figure come la sua deve invece ispirarci a fare grandi cose e a fare ciò che possiamo per migliorare ciò che ci circonda”.
Particolarmente commossa, Raffaella Sommacal, in rappresentanza della famiglia Rossi:“Vogliamo ringraziare l’amministrazione e tutta la cittadinanza. Questa storia ci ha coinvolto profondamente. Mio suocero Aldo Rossi, prima di venire a mancare, era orgogliosissimo di avere in famiglia questa figura e ci ha trasmesso questo sentimento”.
Viterbo – Raffaella Sommacal
La commemorazione si è conclusa con la presentazione del pannello dedicato a Pietro Rossi, realizzato nell’ambito dell’iniziativa organizzata dal comune di Viterbo insieme all’associazione delle Comunità Narranti.
I testi e la selezione dei documenti sono stati curati da Pierluigi Amen. L’Archivio di Stato di Torino ha fornito la fotoriproduzione dei documenti utilizzati. La grafica è stata realizzata dallo Studio Frasi di Silvia Cruciani e la stampa dalla Tipolitografia Quatrini. Il pannello e l’immagine ufficiale della commemorazione sono inoltre arricchiti da una rappresentazione ideale di Pietro Rossi realizzata dall’illustratore ravennate Pietro Compagni, in arte Pico.
Un nuovo tassello nella riscoperta di un viterbese che partì con Garibaldi e i Mille e che, dopo oltre un secolo e mezzo, torna a occupare un posto nella memoria della sua città.
Nicole Tarantello
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