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Montalto di Castro - Sergio Caci (Fi) commenta la manovra economica 2027 del governo Meloni e rilancia con un'ulteriore proposta

“Necessari contributi economici diretti in bolletta per chi vive nei territori con elevata concentrazione di impianti Fer”

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Sergio Caci

Sergio Caci

Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Con la manovra economica 2027 il governo Meloni annuncia un contributo aggiuntivo di 700 milioni di euro a carico delle società energetiche e introduce un nuovo Energy Release da un miliardo di euro destinato alle piccole e medie imprese, per consentire loro di accedere all’energia a prezzi più sostenibili.

Due misure distinte, ma accomunate da un indirizzo politico preciso: chi opera nel settore energetico è chiamato a contribuire allo sforzo nazionale, mentre l’energia deve costare meno a chi lavora e produce.

È una direzione che condivido e che considero in piena sintonia con il principio alla base della proposta che abbiamo già portato in Parlamento attraverso Forza Italia.

Grazie all’interessamento della senatrice Stefania Craxi, il senatore Antonio Trevisi ha infatti presentato un ordine del giorno che pone all’attenzione del governo la necessità di riconoscere benefici economici in bolletta ai territori caratterizzati da un’elevata concentrazione di impianti da fonti energetiche rinnovabili.

Oggi, alla luce dell’indirizzo assunto dal governo, ritengo che sia arrivato il momento di compiere un passo ulteriore.

La nostra proposta è prevedere contributi economici diretti in bolletta per famiglie, cittadini e piccole e medie imprese dei territori che ospitano un’elevata concentrazione di impianti Fer.

Contributi finanziati attraverso un meccanismo che coinvolga direttamente le società produttrici di energia rinnovabile e riconosca alle comunità locali una compensazione economica proporzionata alla presenza degli impianti.

Il principio è quello dell’equità territoriale. Chi ospita grandi infrastrutture energetiche, mettendo a disposizione terreni agricoli, paesaggio e risorse territoriali, deve poter ricevere un beneficio economico reale, continuativo e immediatamente riconoscibile nella propria bolletta.

Penso a Montalto di Castro, a Pescia Romana e all’intera Tuscia, territori che hanno già dato moltissimo in termini di consumo di suolo, trasformazione del paesaggio e concentrazione di progetti per la produzione di energia rinnovabile.

Non possiamo accettare che i benefici economici della produzione energetica siano separati dai territori che ne sopportano l’impatto.

Per questo chiedo l’apertura immediata di un tavolo con tutte le forze del centrodestra, i rappresentanti istituzionali e parlamentari del territorio, per dare seguito al percorso già avviato con l’ordine del giorno e definire una proposta concreta da sottoporre al governo.

La scelta del presidente Meloni di chiedere un contributo alle società energetiche e destinare nuove risorse alla riduzione dei costi per le piccole e medie imprese rappresenta un indirizzo coerente con questa impostazione.

Ora dobbiamo estendere il principio alle comunità che ospitano gli impianti, prevedendo che anche le società operanti nel settore delle rinnovabili partecipino a un sistema di benefici diretti per i residenti e le attività economiche locali.

Non chiediamo privilegi, ma una redistribuzione più equa dei benefici della produzione energetica.

Dalle parole ai fatti: contributi diretti in bolletta per le famiglie e le imprese della Tuscia.

Sergio Caci


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29 ottobre, 2026

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