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Viterbo - Consiglio comunale - La sindaca risponde sulla celebrazione della marcia su Roma a piazzale Gramsci - Interrogazione urgente di Alvaro Ricci (Pd): "Proprio sotto al cartello remigrazione, fatti scollegati ma è avvenuto non a caso"

Chiara Frontini: “Condanna senza appello per chi professa apologie di tempi passati”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “Condanna senza appello per chi professa apologie di tempi passati”. Chiara Frontini in apertura di consiglio comunale sulla celebrazione della marcia su Roma a piazzale Gramsci.

A piazzale Gramsci si manifestazione per celebrare la marcia su Roma

A piazzale Gramsci si manifestazione per celebrare la marcia su Roma


Sollecitata da Alvaro Ricci (Pd) con un’interrogazione urgente, la sindaca risponde.

“L’amministrazione non era informata dell’iniziativa di ieri sera – spiega Frontini – ci sono verifiche in corso, la Digos sta effettuando tutti gli accertamenti del caso”.

Ricci aveva chiesto, fra l’altro, quali iniziative è possibile mettere in campo, per evitare che simili situazioni possano ripetersi.

“Continuare a lavorare su educazione alla cittadinanza democratica – continua Frontini – le nuove generazioni alla cultura, rispetto, senso delle istituzioni. Difendere la nostra carta costituzionale.

La condanna è senza appello, per chi professa apologie di tempi passati. Auspico che l’inchiesta quanto prima chiarisca la vicenda”.

Simili episodi, per Ricci, fanno male alla democrazia e non solo. “Fanno male a tutte le istituzioni – sottolinea Ricci – chi pratica ogni giorno slogan su legge e ordine dovrebbero essere i primi a rispettarli”.

Pur essendo due situazioni slegate, il capogruppo Pd non può far notare come l’episodio, approdato anche alle cronache nazionali, si avvenuto proprio sotto il palazzo dove da mesi svetta indisturbato lo striscione remigrazione.

“Quel cartello remigrazione e là sotto la manifestazione. Non a caso. I fatti sono ovviamente scollegati, ma il problema c’è e non è sempre un caso che sia vicino a uno dei punti critici per la sicurezza della città”.

Giuseppe Ferlicca


Il testo dell’interrogazione urgente di Alvaro Ricci (capogruppo Pd)

Presidente, signora sindaca, colleghe e colleghi consiglieri, chiedo di intervenire su un fatto accaduto ieri sera nella nostra città, a piazzale Gramsci, che ritengo non possa essere ignorato da questo consiglio comunale.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, proprio nel giorno dell’anniversario della marcia su Roma, sono stati esposti uno striscione con la scritta “Noi marciamo ancora!”, un fascio littorio, e sono stati accesi fumogeni e intonati canti fascisti. Se i fatti sono quelli descritti, non siamo di fronte a una semplice provocazione folkloristica, né a una vicenda che possiamo liquidare con indifferenza.

Siamo di fronte a manifestazioni che richiamano apertamente una delle pagine più buie della storia italiana, quella del fascismo, della soppressione delle libertà, della persecuzione degli oppositori e della negazione della democrazia. Il fascismo non è una semplice opinione del passato. È stato la negazione della libertà e dei diritti, ed è proprio da quella tragedia che è nata la nostra Costituzione repubblicana.

Vorrei ricordare che Viterbo è una città che ha una propria storia, una propria memoria e una propria dignità. Una città nella quale i valori della libertà, della democrazia e dell’antifascismo non possono essere considerati patrimonio esclusivo di una parte politica, ma fondamento della convivenza civile di tutti. Per questo credo che il Consiglio comunale debba esprimersi con chiarezza. Non si tratta di limitare la libertà di manifestazione del pensiero, che è garantita dalla Costituzione e che va sempre tutelata. Si tratta, al contrario, di affermare che la libertà si esercita nel rispetto delle leggi e dei principi costituzionali e che nessuno può considerare lo spazio pubblico una zona franca nella quale tutto è consentito.

Non spetta a noi pronunciare sentenze o sostituirci alla magistratura. Spetta però alle istituzioni politiche assumersi le proprie responsabilità, senza ambiguità e senza silenzi. Per questo rivolgo alla sindaca e all’amministrazione tre domande precise.

La prima: l’amministrazione è stata informata preventivamente della manifestazionee quali informazioni sono state  acquisite dalle autorità competenti?

La seconda: quali verifiche sono state effettuate, o sono in corso, in relazione all’utilizzo dei fumogeni, all’esposizione degli striscioni e ai comportamenti segnalati durante l’iniziativa?

La terza: quali iniziative intende assumere il comune, nell’ambito delle proprie competenze, affinché siano garantiti il rispetto delle regole, la sicurezza dei cittadini e la piena osservanza dei principi costituzionali? Non possiamo inoltre ignorare che questo episodio si inserisce in una vicenda già discussa in quest’aula, quella dello striscione sulla cosiddetta “remigrazione” presente da tempo a piazzale Gramsci.

Non voglio confondere questioni diverse né anticipare valutazioni giuridiche. Ma credo che la successione di questi fatti renda ancora più necessario un chiarimento pubblico e una condotta amministrativa trasparente, coerente e rispettosa delle
regole.

Concludo con una considerazione personale. Io vengo da una cultura socialista e riformista. Credo nel confronto democratico, nella libertà di pensiero, nella possibilità che posizioni politiche diverse si confrontino anche duramente. Ma credo altrettanto fermamente che la democrazia non possa essere indifferente di fronte a chi esalta simboli e parole che richiamano un regime che ha cancellato le libertà degli italiani.

L’antifascismo non è una bandiera da sventolare soltanto nelle ricorrenze. È un principio costituzionale che deve orientare ogni giorno il comportamento delle istituzioni repubblicane. Per questo chiedo alla sindaca una presa di posizione chiara e chiedo a questo consiglio di non voltarsi dall’altra parte.

Viterbo deve essere una città nella quale tutti possano esprimere liberamente le proprie idee, ma nella quale nessuno possa pensare che la Costituzione, la legalità e la memoria democratica siano valori facoltativi. Su questo tema non servono contrapposizioni strumentali. Serve una risposta istituzionale seria, ferma e condivisa.

Alvaro Ricci
Capogruppo Pd al comune di Viterbo


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29 ottobre, 2026

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