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Roma - Dopo lo stop del governo a progetti di fotovoltaico ed eolico nella Tuscia interviene Giacchetti (Gis): "La sicurezza energetica richiede scelte concrete oggi, non promesse rinviate di decenni"

“Fermare nuovi impianti allontana l’indipendenza energetica dell’Italia”

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Raffaello Giacchetti, presidente GIS

Raffaello Giacchetti, presidente GIS

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – “L’Italia importa quasi tre quarti dell’energia di cui ha bisogno. Eppure continuiamo a ostacolare la realizzazione di impianti che potrebbero produrne una quota maggiore sul nostro territorio. È una contraddizione che pesa su famiglie e imprese”. Lo afferma Raffaello Giacchetti, presidente di Gruppo Impianti Solari (GIS), commentando la decisione del consiglio dei ministri del 28 ottobre: giudizio ambientale negativo per 16 progetti rinnovabili su 21 esaminati, compresi sei interventi nella provincia di Viterbo, con prevalenza accordata alla tutela paesaggistica e culturale, ma la questione va ben oltre la Tuscia.

“Si discute di un possibile ritorno al nucleare, ma eventuali nuovi impianti richiederebbero tempi lunghi, ben oltre una legislatura. Nel frattempo possono cambiare governi e priorità. Il paese non può permettersi di aspettare: servono risposte energetiche concrete adesso, senza rinviare ogni scelta al futuro”, osserva Giacchetti.

Secondo Eurostat, nel 2024 la dipendenza energetica italiana dalle importazioni nette era del 73,9%, contro il 57,3% della media UE: un’esposizione che rende il Paese vulnerabile alle crisi geopolitiche e alla volatilità dei prezzi.

“Diversificare i fornitori esteri non basta. Dobbiamo aumentare la produzione nazionale e rendere possibile la realizzazione degli investimenti nelle rinnovabili, con regole chiare e tempi prevedibili”. Gis ribadisce la necessità di tutelare paesaggio, patrimonio culturale e agricoltura. Non ogni progetto deve essere approvato, ma i vincoli devono essere individuabili in anticipo e accompagnati da indicazioni sulle aree effettivamente idonee.

“Non si possono chiedere alle imprese anni di progettazione e investimenti ingenti senza un quadro autorizzativo affidabile. La tutela del territorio richiede valutazioni rigorose, non incertezza permanente. Non è una scelta tra ambiente e sviluppo – conclude Giacchetti – è una questione di sicurezza economica nazionale: se vogliamo dipendere meno dall’estero, dobbiamo produrre più energia in Italia, nel rispetto dei territori. Altrimenti l’indipendenza energetica resterà uno slogan”.

Gruppo Impianti Solari (Gis)


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30 ottobre, 2026

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