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Cronaca - Il ministro della Difesa è arrivato nel Paese insieme al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e a un'équipe di medici per rendere omaggio ai quattro militari morti e incontrare i feriti - Ad accoglierlo il ministro bosniaco Zukan Helez

Crosetto in Bosnia dopo la tragedia del Chinook: “Mi inchino. In silenzio”

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Tzula – Crosetto in Bosnia dopo la tragedia del Chinook: “Mi inchino. In silenzio”.

Tzula - Guido Crosetto in Bosnia dopo la tragedia del Chinook

Tzula – Guido Crosetto in Bosnia dopo la tragedia del Chinook


Il ministro della Difesa Guido Crosetto è arrivato in Bosnia-Erzegovina dopo la tragedia dell’elicottero Chinook costata la vita a quattro militari italiani: Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo. Con lui il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e un’équipe di medici, per rendere omaggio ai caduti e portare ai militari feriti la vicinanza e l’affetto delle istituzioni e dell’intero Paese.

Al suo arrivo Crosetto è stato accolto dall’omologo bosniaco Zukan Helez, che lo ha accompagnato durante la visita e nei momenti dedicati alla vicinanza ai militari italiani.

Tzula - Guido Crosetto in Bosnia dopo la tragedia del Chinook

Tzula – Guido Crosetto in Bosnia dopo la tragedia del Chinook


Il ministro ha affidato a un messaggio pubblicato su X le proprie riflessioni dopo la tragedia, sottolineando il valore del servizio svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne delle forze armate.

“Ci sono momenti in cui il sacrificio dei nostri militari ci appare in tutta la sua drammatica grandezza. Momenti in cui il dolore per chi abbiamo perso e la sofferenza di chi è rimasto ferito ci ricordano quanto dobbiamo alle donne e agli uomini che servono l’Italia”, ha scritto Crosetto.

Tzula - Guido Crosetto in Bosnia dopo la tragedia del Chinook

Tzula – Guido Crosetto in Bosnia dopo la tragedia del Chinook


Un impegno che, secondo il ministro, troppo spesso passa in secondo piano nella percezione collettiva. “Un contributo silenzioso, quotidiano, fondamentale, del quale temo che il Paese si ricordi troppo poco. Spesso soltanto quando siamo chiamati a dare l’ultimo saluto a chi non farà più ritorno a casa, o quando incontriamo chi porta sul proprio corpo, e talvolta nell’anima, i segni del servizio”.

Nel suo messaggio Crosetto rivolge il pensiero anche alle famiglie dei militari e a chi continua a servire l’Italia lontano dai propri affetti, affrontando rischi e sacrifici. “Uomini e donne che, abituati a considerare tutto questo parte del proprio dovere, spesso non si rendono conto di quanto siano importanti per il Paese”.

Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo

Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo


Il ministro ammette di non riuscire a trovare parole sufficienti per esprimere la propria riconoscenza: “Rileggo queste poche righe e mi accorgo che non riescono a esprimere fino in fondo il sentimento di gratitudine e riconoscenza che provo nei loro confronti. Forse perché non esistono parole capaci di farlo”.

Da qui la frase che chiude il suo pensiero: “E allora mi inchino. In silenzio”.

Crosetto ha infine ringraziato il ministro della Difesa della Bosnia-Erzegovina, Zukan Helez, per la vicinanza dimostrata fin dalle prime ore successive all’incidente e per essersi preso cura dei militari italiani feriti. “Ha dimostrato una vicinanza umana e concreta ai nostri militari, prendendosi cura dei soldati italiani come se fossero suoi”.

L'elicottero militare CH 47 precipitato in Bosnia


La tragedia del Chinook

L’incidente è avvenuto in Bosnia-Erzegovina, nella zona di Gorica, nell’area di Brčko, durante un’attività nell’ambito della missione europea Eufor Althea. A precipitare è stato un elicottero CH-47 Chinook italiano, di stanza a Viterbo e in dotazione al primo Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares”.

Nello schianto hanno perso la vita quattro militari italiani, mentre altri sono rimasti feriti. Una tragedia che ha colpito profondamente la Difesa e il territorio viterbese, in attesa di tutti gli accertamenti sulle cause dell’incidente.


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30 ottobre, 2026

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