Ischia di Castro – C’è anche Pietro Bersaglia, originario di Ischia di Castro, tra i militari rimasti feriti nell’incidente aereo avvenuto il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina. Le notizie sulle sue condizioni hanno restituito speranza alla famiglia, che in queste ore ha voluto ringraziare quanti hanno manifestato vicinanza e affetto.
Pietro Bersaglia
A farlo è stata la sorella Elisa, con un messaggio carico di emozione, nel quale ha espresso la gratitudine per il sostegno ricevuto e ha rivolto un pensiero alle famiglie dei quattro militari che hanno perso la vita. “Voglio ringraziare la vita, che anche questa volta ha scelto di donarci la speranza e ha compiuto un nuovo, immenso miracolo per la nostra famiglia”, ha scritto. Poi l’abbraccio ai familiari di Laura, Simone, Claudio e Franco Adriano, “vite spezzate all’improvviso mentre erano lì, in missione di pace, a compiere il proprio dovere con dedizione”.
Elisa ha rivolto anche un pensiero agli altri feriti, augurando loro una pronta guarigione, e ha concluso ringraziando, a nome di tutta la famiglia, quanti sono stati vicini a Pietro in questi giorni difficili. Non è al momento chiaro quando riusciranno a tornare in Italia.
Claudio Marchesi, Simone Ruggia, Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo
La vicenda ha suscitato profonda apprensione anche a Ischia di Castro, paese d’origine del militare. L’amministrazione comunale ha espresso pubblicamente la propria vicinanza a lui e ai suoi familiari. “Le notizie apprese sul suo stato di salute ci restituiscono speranza, pur nella consapevolezza del difficile percorso che lo attende”, ha dichiarato il comune, sottolineando il coraggio, la forza e la dedizione che Pietro ha sempre dimostrato nel proprio lavoro. “A nome di tutto il paese desideriamo esprimere la nostra più sincera e affettuosa vicinanza a Pietro, servitore dello Stato e delle istituzioni, e alla sua famiglia”.
Un messaggio di affetto è arrivato anche dal sindaco di Farnese, Giuseppe Ciucci, che nella mattinata di venerdì ha appreso con apprensione la notizia del coinvolgimento di Bersaglia nell’incidente. Nel corso della serata è riuscito a mettersi in contatto direttamente con lui, per esprimergli la vicinanza propria e dell’intera comunità. “A Pietro ho voluto far arrivare il nostro affetto e il nostro incoraggiamento, insieme all’augurio più sincero di una pronta e completa guarigione. Un pensiero altrettanto affettuoso e solidale va alla sua famiglia, che sta vivendo queste ore con grande preoccupazione e apprensione”.
L’elicottero militare CH 47 precipitato in Bosnia
La ricostruzione dell’incidente. Lo schianto è avvenuto il 29 ottobre nella zona di Gorica, nei pressi di Brčko, in Bosnia-Erzegovina. A essere coinvolto è stato un elicottero CH-47 Chinook dell’Esercito italiano, impegnato nella missione internazionale Eufor Althea e riconducibile al primo Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares” di Viterbo.
Il bilancio è stato di quattro militari italiani morti: Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo. Nell’incidente sono rimasti feriti anche altri militari, tra cui Bersaglia. Ora l’attenzione è concentrata sulle indagini, chiamate a ricostruire gli ultimi istanti del volo e a individuare le cause che hanno portato l’elicottero a schiantarsi al suolo.
L’elicottero militare CH 47 precipitato in Bosnia
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per le ipotesi di disastro e omicidio colposo. Anche la Difesa italiana ha avviato i propri approfondimenti attraverso una commissione tecnica inviata sul posto, incaricata di analizzare i rottami, esaminare la memoria della strumentazione di bordo e ascoltare i testimoni. Un’indagine è stata avviata anche dalla Procura militare di Roma, al momento senza ipotesi di reato, mentre la Procura della Bosnia-Erzegovina ha disposto la costituzione di una squadra investigativa specializzata negli incidenti aerei.
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