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Cronaca - Il comitato spontaneo dice no al progressivo ridimensionamento del reparto

“Forte preoccupazione per il futuro di Chirurgia all’ospedale di Tarquinia”

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L'ospedale di Tarquinia

L’ospedale di Tarquinia

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Il comitato Insieme per l’ospedale di Tarquinia esprime forte preoccupazione per le notizie e le prospettive relative alla possibile trasformazione dell’attività del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Tarquinia in una struttura organizzata esclusivamente secondo il modello della Week Surgery. È necessario fare chiarezza su cosa significhi questa scelta e, soprattutto, sulle sue possibili conseguenze per il nostro ospedale e per i cittadini del territorio.

La Week Surgery è un modello organizzativo che prevede interventi chirurgici programmati su pazienti che necessitano di una degenza breve. Si tratta di un’attività che non può essere considerata sostitutiva di un reparto di Chirurgia generale pienamente operativo, in grado di garantire ricoveri ordinari, interventi anche di maggiore complessità e un’attività chirurgica adeguata alle esigenze della popolazione.

Il nostro timore è che, dietro una riorganizzazione presentata come una scelta organizzativa, si nasconda l’ennesimo passaggio verso il progressivo depotenziamento dell’ospedale di Tarquinia. Non possiamo accettare che un reparto venga progressivamente privato delle proprie funzioni, fino a ridurre la sua attività alla sola chirurgia programmata di breve degenza.

Una simile prospettiva avrebbe conseguenze concrete: i pazienti che necessitano di ricoveri più lunghi o di interventi non compatibili con il modello della Week Surgery sarebbero costretti a rivolgersi ad altri ospedali (Viterbo, Civitavecchia) con ulteriori disagi per loro e per le loro famiglie.

Ci rivolgiamo, pertanto, direttamente al Direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, chiedendo che venga rispettato e concretamente attuato l’Atto aziendale della ASL e che le previsioni organizzative relative all’ospedale di Tarquinia non rimangano semplici dichiarazioni sulla carta. Non chiediamo privilegi, né servizi al di fuori della programmazione sanitaria. Chiediamo semplicemente che ciò che l’Azienda ha previsto nei propri atti venga realizzato, garantendo a Tarquinia una Chirurgia generale adeguata al ruolo del presidio ospedaliero e alle necessità del
territorio.

Vogliamo inoltre ricordare che questa richiesta non è soltanto quella di un comitato di cittadini. Il 29 luglio 2025 il consiglio comunale di Tarquinia ha approvato a larga maggioranza la mozione promossa dal nostro Comitato, fondata proprio sull’Atto aziendale della Asl e sulla programmazione della rete ospedaliera 2024-2026. Quella mozione ha rappresentato un impegno politico e istituzionale preciso: chiedere che l’ospedale di Tarquinia venga organizzato e potenziato secondo quanto previsto dalla programmazione regionale e dalla normativa vigente, affinché possa svolgere pienamente il
proprio ruolo di ospedale di base e garantire il diritto alla salute dei cittadini.

Ci chiediamo allora: quale valore hanno gli atti aziendali e le mozioni approvate dalle istituzioni se poi, nella realtà quotidiana, assistiamo a una progressiva riduzione dei servizi? Il comitato ritiene che non sia più il momento delle rassicurazioni generiche, degli annunci e delle prospettive future. È il momento di dare risposte concrete.

Chiediamo al direttore generale Bianconi di chiarire formalmente quale sarà il futuro del reparto di Chirurgia, quali attività saranno effettivamente garantite, con quali risorse umane e professionali e se sia prevista la permanenza di un’attività di chirurgia generale in regime di ricovero ordinario, oltre alla Week Surgery.

L’ospedale di Tarquinia non può diventare una struttura sanitaria di serie B. La nostra comunità ha diritto a un
presidio ospedaliero efficiente, capace di rispondere ai bisogni di salute di Tarquinia e di tutto il comprensorio. Ogni ulteriore riduzione dei servizi rappresenterebbe un arretramento che non possiamo accettare. Il Comitato desidera, al contempo, rivolgere un sentito ringraziamento a tutti gli operatori sanitari dell’ospedale di Tarquinia: medici, infermieri, tecnici, personale sociosanitario e tutti coloro che, con professionalità, dedizione e spirito di servizio, lavorano quotidianamente per garantire assistenza e cure ai cittadini.

Il comitato Insieme per l’ospedale di Tarquinia continuerà a vigilare, a chiedere il rispetto degli impegni assunti e a mobilitarsi affinché il nostro ospedale non venga progressivamente svuotato delle sue funzioni. La salute dei cittadini non è una voce da tagliare. Il nostro ospedale va difeso, non ridimensionato.

Emanuela Fanelli
Comitato spontaneo Insieme per l’Ospedale di Tarquinia


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5 novembre, 2026

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