Viterbo – (g.f.) – Non funziona come dovrebbe, ma in compenso costa pure troppo.
Raccolta rifiuti, Fondazione, La Mia Tuscia e Tuscia che lavora sparano a zero sulla raccolta differenziata nel capoluogo. Domani, consiglio comunale dedicato all’argomento e i tre movimenti giocano d’anticipo. Facendo parlare anche qualcuno che nel settore opera, come Paolo Zappi, presidente del Consorzio Teverina.
Cui salta subito all’occhio un dato del capitolato d’appalto fra comune e Viterbo Ambiente: “Parlo di realtà che conosco bene – osserva Zappi – come la zona di Bagnoregio o la Teverina. Il costo annuo per abitante è di 70 euro.
Altrove si scende anche a 62, ma mediamente siamo sui 90 – 95 euro. Con un buon servizio svolto. A Viterbo siamo a 150 euro per abitante, con una simile somma gli addetti dovrebbero passare in casa e pulire pure i vetri”.
Oltre la battuta: “Io individuo una criticità – osserva Zappi – nel capitolato, che è quella di non dividere l’umido dal resto dell’indifferenziata. Così va tutto in discarica e non al compostaggio, col risultato che in discarica si creano costi aggiuntivi, in quanto la discarica accetta rifiuti facendoli pagare a peso”.
La raccolta differenziata presenta altri punti deboli: “Nei palazzi – continua Zappi – serve qualcuno che tiri fuori i secchi, non è identificabile chi eventualmente differenzia male e poi, chi vive in una casa solo pochi giorni, come fa?
In altri comuni della Tuscia queste domande hanno se le sono poste e la risposta è stata quella delle mini isole ecologiche da affiancare al porta a porta”. A Viterbo ne basterebbero una decina.
Questo sul fronte capitolato fra comune e società, mentre i cittadini quotidianamente devono fare fronte a disagi, come spiega Paolo Barbieri: “Perché alla base di tutto, c’è mancanza d’informazione – osserva Barbieri – servirebbe un ufficio informazioni. Non c’è.
Il cartone della pizza, ad esempio, molti lo mettono nel secchio del cartone, ma va nell’indifferenziata. Nessuno spiega e non c’è ancora un sito internet.
L’umido andrebbe diviso anche perché comporterebbe una riduzione del canone. Entro cento chilometri il trasporto rientra nei costi previsti. La società ha un impianto adatto a Perugia, 132 chilometri da Viterbo.
Si pagherebbe la differenza per quei 32 chilometri aggiuntivi, ma comunque, con il minore apporto in discarica si otterrebbe un risparmio”. Che al momento non c’è.
“Mi sembra che il capitolato sia fatto in modo – precisa Zappi – perché non si possa ridurre il conferimento in discarica”.
Un contratto da nove milioni di euro l’anno. “Due in più – ricorda Barbieri – rispetto al Cev”. C’è poi il capitolo personale: “Sono una novantina – precisa Barbieri – ma a regime ne servirebbero più di cento per effetto di ferie, malattie e permessi.
Ora sono entrate due cooperative, con quale tipo di contratto? La società ha chiesto al comune l’autorizzazione?
Mi risulta che per i servizi ambientali il subappalto sia vietato. In sei mesi, possibile che l’assessora Saraconi non ha avuto modo di controllare e sistemare se qualcosa non va?
Dal 17 settembre 2012 la società è operativa a tutti gli effetti. Fra i punti che hanno permesso di vincere, c’era pure che in dieci mesi il porta a porta avrebbe coperto tutta la città. Non mi pare che sia accaduto.
Il consigliere comunale Gianmaria Santucci chiederà spiegazioni domani in consiglio comunale”. Perché i problemi sono molti, come ricorda Roberto Innocenzi: “Pulizia delle strade – osserva Innocenzi – la confusione con le isole di prossimità: non ci facciamo una bella figura nemmeno con i turisti che vengono e vedono sopratutto il centro storico sporco”.
Ugo Biribicchi ci tiene a precisare che nessuno è contrario alla raccolta differenziata, semmai andrebbe fatta meglio: “Per questo – osserva Biribicchi – non bisogna inventarsi chissà cosa. Basta copiare dai comuni che ci stanno intorno, dove le cose funzionano meglio”.
Mentre per Marco De Giorgi, le isole ecologiche andrebbero ripristinate per venire incontro alle esigenze dei viterbesi.
Giuseppe Ferlicca
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