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Viterbo - Consiglio comunale - Bocciato l'ordine del giorno dell'opposizione in cui si chiedevano controlli e l'applicazione eventuale di penali

Differenziata, il rifiuto della maggioranza

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La seduta del consiglio comunale

La seduta del consiglio comunale

Viterbo – (g.f.) –  L’epilogo del consiglio comunale convocato sui rifiuti, è stato un rifiuto.

La maggioranza respinge l’ordine del giorno presentato da Viterbo2020 e altri gruppi di minoranza, per impegnare la giunta e il sindaco Leonardo Michelini a controllare la società vincitrice dell’appalto affinché si attenga al contratto di servizio ed eventualmente applicare le sanzioni previste.

Durante la seduta l’assessora Raffaela Saraconi ha ricordato che gli ultimi cassonetti spariranno da Viterbo entro il 15 dicembre e che la differenziata è al 23.35%. Obiettivi che Viterboambiente avrebbe dovuto raggiungere nel giro di un anno.

Il ritardo è di un paio di mesi e dall’opposizione, oltre alla consigliera Chiara Frontini, pure altri l’hanno fatto notare, da Gianmaria Santucci (Fondazione9 e Luigi Buzzi (Fratelli d’Italia). L’ordine del giorno, documento con cui, è consuetudine si chiude una seduta monotematica di consiglio, votandolo, invece, è stato chiesto di ritirarlo.

“Siccome la discussione si era svolta in maniera costruttiva e l’assessora era stata esaustiva nel prendere impegni di fronte al consiglio, mi hanno chiesto di ritirare l’ordine del giorno. In pratica sarebbe stato come non avere fiducia negli assessori, votare l’ordine del giorno”. Ovviamente il documento non è stato ritirato e ovviamente è stato bocciato.

“Fa pensare che non avessero, come maggioranza – conclude Chiara Frontini – un documento da eventualmente portare al voto”.

Durante il dibattito è emerso come raccogliendo separatamente l’umido, si otterrebbe un risparmio di tre milioni e 800mila euro.

Manca però ancora un punto di stoccaggio, necessario prima di trasferire i rifiuti all’impianto perugino adatto: “Mi ha lasciato molto perplessa – conclude Frontini – quando ho chiesto all’assessora se Casale Bussi potesse essere adatto allo stoccaggio dell’umido in attesa dell’impianto definitivo, ma lei non ne aveva idea”.


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15 novembre, 2013

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