Canepina – E’ stato condannato a un anno per furto aggravato Emiliano Liberati.
L’operaio 42enne di Fabrica di Roma era accusato di aver rubato 23 chili di ferro, rame e alluminio da una cabina Enel a Canepina.
L’episodio risale al 9 marzo scorso. I carabinieri coordinati dal maresciallo Panunzi arrestarono Liberati insieme al fratellastro.
Li avevano sorpresi a staccare cavi in rame e altre componenti metalliche da una cabina elettrica.
La perquisizione in casa aveva poi permesso di ritrovare e sequestrare due motozappe, due motoseghe, martelli pneumatici, frullini, cavi in rame e acciaio e utensili da cantiere.
I carabinieri ritenevano che i materiali fossero stati presi da cantieri e ricoveri agricoli. In realtà, dal processo è emerso che si trattava di arnesi di proprietà dei due fratellastri.
La sentenza del giudice del tribunale di Viterbo Silvia Mattei è arrivata ieri mattina, ma solo per Liberati. Il fratellastro aveva patteggiato mesi fa.
L’operaio era già noto alle cronache per un episodio che lo aveva coinvolto in prima persona: il 12 maggio 2010 Liberati era stato vittima di un agguato tesogli da Giorgio De Vito, 38enne napoletano condannato a diciassette anni per l’omicidio di Marcella Rizzello, uccisa con trenta coltellate in casa, davanti alla figlia di tredici mesi. De Vito lo avrebbe convinto con una scusa ad andare a casa sua con Mariola Michta, sua ex compagna che si era poi sentimentalmente legata a Liberati.
Una volta arrivati, li avrebbe aggrediti a colpi di sciabola e coltello. Sia De Vito che Liberati finirono in arresto. Proprio quell’episodio portò a una clamorosa svolta nelle indagini sull’omicidio Rizzello: sottoponendo De Vito ad accertamenti, scoprirono che il suo dna era lo stesso ritrovato sulla scena del delitto. Cinque giorni dopo, il 38enne napoletano finì in manette anche per l’assassinio della donna.
Al processo a De Vito per tentato omicidio, Liberati si è costituito parte civile. Giudicato con rito abbreviato, De Vito è stato condannato a sette anni di reclusione. L’operaio ha avuto diritto a una provvisionale da 10mila euro. Il processo continuerà in appello.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY