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Viterbo - Giovane Italia replica alle dichiarazioni del vicesindaco di Roma

Cutrufo ci ha offesi, la politica siamo noi

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Socciarelli, Cutrufo e Giovanardi

Al centro il senatore Cutrufo

Riceviamo e pubblichiamo – La politica ha i capelli bianchi. Sì, e magari anche le rughe e un bel bastone da passeggio.

L’altra sera, alla cena dei Popolari Liberali il senatore Cutrufo, affermando che la politica non è per i giovani, che a parer suo “perdono tempo dietro un blog”, non ha soltanto offeso tutti quei ragazzi che ogni giorno dedicano il loro tempo e le loro paghette settimanali all’impegno politico, ma ha misconosciuto la dignità di un movimento giovanile che da sempre è stato fucina di idee, di sogni, di rinnovamento.

Ma forse è proprio questo che i sessantenni politicanti di oggi non vogliono: il rinnovamento, il ricambio generazionale di qualcuno che possa scalzarli dalle loro poltrone, di giovani di venti e trent’anni che fanno paura per la forza del loro convincimento, fanno paura per la passione che anima le loro azioni, fanno paura perché tralasciano gli studi, perché saltano una megaserata in discoteca per una riunione, magari rinunciano anche agli affetti per fare Politica.

Facciamo paura perché ci piace stare in mezzo alla gente, perché invece di comprare l’ultimo paio di scarpe alla moda con i soldi dei nostri genitori ci paghiamo le affissioni, i volantini, le ricariche al cellulare, le tasse per l’occupazione del suolo pubblico. Ci accusano di essere bamboccioni perditempo, ma quando siamo qui a dimostrare che non è così, “Eh, mi dispiace ragazzi, ma la politica la devono fare quelli con i capelli bianchi”. Comodo sì, con i vostri stipendi, venirci a dire di farci da parte.

E ancora? Quale sarebbe il problema di utilizzare blog e nuove tecnologie per fare politica? Caro senatore Cutrufo, qui bisogna stare al passo con i tempi, ma probabilmente lei ha perso il contatto con la realtà a forza di stare rinchiuso nelle stanze di palazzo. Eh si, perché oggi si trasmettono le idee anche via web, su twitter e su facebook: le rivoluzioni nel mondo arabo e gli indignados madrileni nascono così. Una sorta di bieco sbarramento generazionale della serie “via i giovani punto e basta” quello proposto ieri sera, che di non aiuta di certo a pensare un futuro più roseo per questa generazione. Una volta i nonni trasmettevano il sapere ai loro ragazzi, dando loro lezioni di vita: qui sembra ci sia invece una sterile competizione, che come tutte le lotte insensate non porterà alla crescita e alla maturazione né del partito, né soprattutto del movimento giovanile.

E che non si strumentalizzi queste nostre parole per aggravare ulteriormente la situazione della Giunta provinciale: non è assolutamente nostra intenzione entrare nel merito della questione. Queste parole sono mosse dallo sbigottimento, dall’indignazione e dalla rabbia di chi fa politica per passione, perché crede nella possibilità di affermare la propria visione del mondo nella società, e soprattutto di chi lo fa senza percepire fior fior di stipendio, senza avere una qualunque etichetta di partito, liberi nelle idee e nelle azioni.

Questo è il movimento giovanile, che oggi vive sotto il nome di Giovane Italia. E a chi non ci vuole ascoltare, e a chi cerca di metterci all’angolo causa inesperienza, rispondiamo con la militanza, con l’umiltà e la voglia di chi non siede comodo su una poltrona di un salotto, ma vive e lotta contro il disagio di una generazione, nelle piazze e tra la gente. Concludiamo ricordando la proposta del nostro Presidente Nazionale, il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che ha da poco presentato un ddl per equiparare, in Parlamento, le età di elettorato attivo e passivo. Deputati 18enni? Yes, we can.

Giovane Italia Viterbo


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24 giugno, 2011

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