Viterbo – Boss della ‘Ndrangheta tenta il suicidio in carcere.
Leone Soriano, 47enne, capo dell’omonima ‘ndrina di Filandari, nel Vibonese, ha cercato di togliersi la vita a Mammagialla.
Dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che il boss, sottoposto al 41 bis e rinchiuso nel reparto di massima sicurezza, abbia creato un cappio con le lenzuola del letto, per poi impiccarsi alle sbarre la notte tra l’8 e il 9 novembre.
Lo hanno salvato gli agenti della polizia penitenziaria, che hanno subito chiamato i soccorsi e liberato Soriano dalla stretta intorno al collo.
I suoi avvocati Diego Brancia e Salvatore Staiano avevano già inoltrato una richiesta di revoca del regime del carcere duro al ministro dell’Interno Angelino Alfano. Ora, dopo la relazione della polizia penitenziaria al tribunale di Vibo Valentia, chiedono la nomina di un perito medico legale per verificare la compatibilità delle condizioni di salute del boss con la detenzione in carcere.
Soriano è tra gli otto imputati del processo “Ragno”, in corso al tribunale di Vibo Valentia. L’indagine della Dda ha portato alla luce una serie di estorsioni e attentati con bombe e colpi di pistola a opera della cosca Soriano.
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