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Viterbo - Comune - Oggi arriva in consiglio la discussione, ma il documento è sotto attacco da parte della minoranza - Ieri in commissione dubbi sulle cifre che riguardano Francigena e Cev

Bilancio nell’era Michelini, poche gioie e tanti dolori

di Giuseppe Ferlicca
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I lavori della seconda commissione

I lavori della seconda commissione

i consiglieri della seconda commissione

i consiglieri della seconda commissione

I lavori della seconda commissione

I lavori della seconda commissione

Viterbo – Ritorno alla Tarsu, anche la seconda commissione dice di sì. Superato lo scoglio, altri ne restano prima d’arrivare all’approvazione del bilancio in consiglio comunale.

A cominciare dalle società partecipate. Fra quelle che ci sono e quelle che (almeno in teoria), non dovrebbero esserci più, far quadrare i conti sarà un’impresa.

Francigena e Cev e i loro rispettivi bilanci ieri sono passati in commissione. Per la prima, ci sono 160mila euro di maggiori costi che la partecipata chiede al comune, ma che il comune non ha previsto nel suo di bilancio. Si tratta di spese non prevedibili, dall’aumento del carburante a quello per le assicurazioni, passando dalla manutenzione, partita in continuo aumento, visto che i mezzi di trasporto invecchiano.

Quindi altri 160mila euro che la società ha inserito tra le poste attive, rappresentati da quei soldi che i lavoratori ex Autoservice dovrebbero restituire in base alla sentenza della Corte d’Appello, per i mesi in cui non hanno prestato servizio.

Una somma di non facile esigibilità, fanno notare dalla minoranza. Il che equivale a dire che un bilancio oggi in attivo per 120mila euro, entro pochi mesi passerebbe in passivo di qualche centinaia di migliaia di euro.

Stessa musica per il Cev, che in passivo ci chiude già, a meno 40mila euro, ma se entro l’anno non si assegna l’appalto per la pubblica illuminazione, cedendo il ramo d’azienda, il rosso segnerà meno 200mila euro.

C’è poco da stare allegri. “Sono sei mesi che l’amministrazione parla di cambiare il management Francigena – spiega Claudio Ubertini (Forza Italia) – ma non lo fa. Dovete decidere.

Così come non si capisce perché abbia deciso di non coprire tutto o in parte i 160mila euro di maggiori spese”.

Con Marini sindaco, il comune trattava con Francigena e alla fine si trovava un’intesa sulle spese non coperte dal capitolato. Stavolta, nonostante da luglio i responsabili della partecipata abbiano fatto presente la situazione, tutto tace.

Per non parlare dei soldi che dovrebbero tornare indietro dagli ex lavoratori: “Sono senza impiego – ricorda Santucci – e ora gli richiediamo i soldi. E’ un atto dovuto, ma sull’esigibilità di quanto si chiede loro, ho dubbi, almeno nel breve periodo. Si è fatta una scelta troppo semplicistica.

Senza considerare che manca ancora l’ultimo grado di giudizio sulla loro vicenda”.

Prima il cambio Tares – Tarsu, adesso le partecipate: il primo bilancio dell’era Michelini sembra proprio arrancare e la discussione in consiglio comunale non è nemmeno cominciata.

Giuseppe Ferlicca


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26 novembre, 2013

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