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Lazio - La Roma-Viterbo considerata tra le linee peggiori

Allarme ferrovie, gelo, stato di abbandono e acqua nei vagoni

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Un treno

Un treno

Viterbo – Arriva l’inverno e peggiorano sempre di più le condizioni sulle linee ferroviarie laziali.

Stazioni quasi in stato di abbandono, pioggia che filtra nei vagoni, gelo e degrado. A denunciare la situazione un servizio del Corriere della sera.

Per le centinaia di studenti e lavoratori pendolari la situazione, insomma, sta diventando ogni giorno sempre più critica.

Tra le linee peggiori viene menzionata quella di Roma-Viterbo che presenta molte stazioni chiuse al pubblico.

Esempio su tutte quella di Riano per cui i pendolari sono obbligati ad attendere il treno fuori, al freddo e al gelo. La segnalazione arriva dal comitato utenti Roma-Nord.

E non finisce qui. Una delle situazioni di massimo degrado sulla Roma-Viterbo si trova alla stazione di Magliano Romano.

“La stazione non è presidiata e non c’è alcun controllo dei biglietti – segnala Iulia -, la banchina sta cadendo a pezzi, la confortevole sala d’attesa, dove potrete ripararvi dalla pioggia e dal freddo districandovi tra escrementi, rifiuti e oggetti ingombranti di dubbia destinazione”.

Per non parlare poi dell’acqua che filtra all’interno delle carrozze sulla Roma-Tiburtina, facendo bagnare i sedili o la Fr1, la linea che collega Civitavecchia a Roma, dove regna il gelo.

La situazione si ripete ormai da anni e i cittadini non sono rimasti a guardare. Il riscontro, però, non è stato quello atteso.

Nel 2011 infatti è scattata un’azione di risarcimento collettiva nei confronti di Trenitalia a causa dei disagi e dei continui ritardi. Tuttavia, dopo due anni, è stata respinta dal tribunale che ha oltretutto condannato i richiedenti al pagamento delle spese legali all’azienda di trasporto.

Le leggi sono così indefinite, si legge in un commento sul Corriere della sera da parte del comitato dei viaggiatori, che “ognuno può interpretare a proprio piacimento allo scopo di rendere praticamente inutile lo strumento al popolo; se per avere giustizia devi essere un ente accreditato e come cittadino non hai dignità né di arrivare in tribunale né di essere risarcito, malgrado la stessa carta dei servizi di Trenitalia lo preveda, non viviamo in uno stato equo”.


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29 novembre, 2013

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