Ronciglione – Il 6 dicembre alle 10.30 si aprirà ufficialmente la prima edizione del Cubo Festival.
A dare il via a questa grande manifestazione, che prevede 50 eventi in 3 giorni, un evento d’eccezione.
Al Teatro Petrolini sarà proiettato il film All human rights for all e a presentarlo e commentarlo ci sarà uno degli attori e comici più rappresentativi del panorama italiano Giobbe Covatta, che nel film ha partecipato come attore e regista.
All human rights for all era il titolo che, nel 1998, le Nazioni Unite diedero alla campagna per la celebrazione del cinquantenario della Dichiarazione universale dei diritti umani.
Fu prodotto allora un film collettivo, Intolerance, che vide impegnata buona parte dei cineasti italiani.
All human rights for all Sguardi del cinema italiano sui diritti umani è ora il titolo di un film di trenta cortometraggi, quanti gli articoli della Dichiarazione, ancora una volta realizzato gratuitamente da autori e maestranze del cinema italiano, quale contributo alla campagna italiana “Human Rights Day” coordinata dall’associazione culturale Rinascimento.
Perché riprendere uno slogan vecchio di dieci anni come titolo di questo nuovo film? Per denunciare che, in questo lasso di tempo, i princìpi affermati oltre sessant’anni fa sono tuttora inevasi? Che nulla si è mosso? Che una piena attuazione dei diritti per tutte le popolazioni del pianeta è destinata a rimanere un’utopia?
Gli autori dei trenta cortometraggi hanno scelto un articolo come domanda alla quale tentar di dare una risposta, e i loro tentativi di soluzione ci sollecitano altre domande. Che è uno dei compiti del cinema.
Il nostro Paese attraversa una crisi profonda. Ma la globalità della crisi si è ora rivelata con un’evidenza imprevedibile proprio dove meno ce lo si sarebbe aspettato: nel cuore stesso del sistema capitalistico mondiale. “Crisi di sistema”, si sente dire. Un sistema fondato sulla difesa a oltranza dei privilegi di pochi, sull’esasperazione degli egoismi, sulla paura (ormai panico) del diverso. Che scava ulteriormente il fossato tra quella gran parte di umanità in pericolo di vita per fame, sete, malattia, quell’altra parte di umanità che sopravvive a rischio di recessione e disoccupazione, e quell’infima parte di umanità impegnata ad armarsi contro deboli e migranti, erigendo muri sempre più alti di intolleranza.
Tolleranza zero. Uno slogan globale che è un programma, da perseguire con intransigente ferocia. Sempre con lo stesso obiettivo: il debole che è facile colpire, che non ha altra difesa se non il richiamo a una Dichiarazione universale dei diritti umani spesso nemmeno conosciuti, quindi destinati a restare lettera morta.
Il film “All human rights for all (Tutti i diritti umani per tutti)” è un film costituito da 30 cortometraggi, ispirati ciascuno ai trenta articoli della dichiarazione.
Ogni cortometraggio sarà preceduto dal numero dell’Articolo corrispondente perché lo spettatore possa come sfogliare, attraverso le immagini del film, la Dichiarazione universale dei diritti umani.
Il primo gruppo di cortometraggi parlerà dei diritti fondamentali per la vita di ogni essere umano: il diritto all’uguaglianza, alla libertà dalla schiavitù e tortura, i diritti alla tutela dalla legge contro ogni possibile arbitrio o sopruso. Il secondo gruppo di cortometraggi parlerà delle libertà dell’essere umano, il quale senza libertà non può conoscere la propria dignità né cercare la propria via originale per la propria felicità.
Libertà di poter fondare una famiglia. Libertà di pensiero e di espressione delle proprie idee. Liberà di partecipare democraticamente al governo del suo paese.
Il terzo e ultimo gruppo tratterà invece di diritti “moderni”, perché moderna è l’idea della felicità che contempli il diritto alla libera scelta del proprio lavoro, il diritto alla salute e allo svago, addirittura il diritto a un’istruzione capace di sviluppare la propria personalità, e ancora più moderno e rivoluzionario il diritto a godere delle arti e della cultura.
E infine il diritto alla pace tra i popoli. Perché senza la pace tra i popoli, tutti i diritti umani vengono sempre distrutti e dimenticati. Quella parte del Cinema Italiano che ha lavorato gratuitamente a questo progetto ha creduto e crede nel mondo migliore, diverso e possibile, descritto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti umani.
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