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Inchiesta fondi regionali Pd - Nei prossimi giorni nuovi sopralluoghi per acquisire documenti utili alle indagini - Tra le contestazioni anche il finanziamento illecito

L’informativa della finanza consegnata al pm

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La guardia di finanza

La guardia di finanza

Viterbo – E’ stata consegnata ieri ai magistrati l’informativa della guardia di finanza sulle spese del gruppo Pd Lazio.

Quattordici i nomi inseriti negli atti che gli investigatori hanno depositato al pm Giuseppe Saieva. Dieci imprenditori. E poi i quattro politici già noti finiti nel calderone: il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, il caposegreteria di Ignazio Marino Enzo Foschi, l’ex consigliere regionale viterbese Giuseppe Parroncini e l’ex tesoriere Mario Perilli.

Solo quest’ultimo risulta formalmente indagato dalla procura di Rieti. I nomi degli altri tredici sono stati segnalati agli inquirenti dalla finanza. Ma almeno per ora, nessuno avrebbe ricevuto avvisi di garanzia. 

I reati ipotizzati sarebbero quelli già diffusi dalle indiscrezioni dei giorni scorsi: falso, peculato e illecito finanziamento.

Nessuna sorpresa, dunque, nell’informativa delle fiamme gialle di Rieti, che indagano sul bilancio 2011 del gruppo regionale: due milioni di euro per cene, incontri, convegni, comunicazione e regali. Spese finite sotto la lente dell’autorità giudiziaria dopo la segnalazione sul blog di un avvocato di Rieti, Gianfranco Paris.

Spetterà agli inquirenti capire se i membri dell’allora gruppo regionale si siano limitati a chiedere i rimborsi per le spese legittime o abbiano, in qualche modo, passato il segno, magari gonfiando gli importi di qualche fattura. 

I sopralluoghi della finanza continueranno nei prossimi giorni, per acquisire ulteriori materiali utili all’indagine.

Parroncini ha già dichiarato di non aver mai preso nulla per sé. La difesa, per ora, non può che seguire gli sviluppi dell’indagine. L’ex consigliere regionale ha già dato mandato al suo legale di richiedere il certificato che attesterebbe l’eventuale iscrizione nel registro degli indagati. Una richiesta che richiede tempi tecnici indefiniti. Parroncini, dunque, non può che aspettare.


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4 dicembre, 2013

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