Viterbo – “A Viterbo siamo gli unici a non avere grandi nomi schierati, parlamentari o consiglieri, ma siamo orgogliosi dell’appoggio da parte del sindaco di Corchiano Bengasi Battisti e di avere come capolista Marco Gentili, con il quale abbiamo fatto mille battaglie e il cui coraggio farebbe bene a molti”.
Le primarie Pd si avvicinano e per Emanuele Rallo, promotore nella Tuscia del comitato a sostegno di Giuseppe Civati, è il momento di tirare le somme.
A partire dalla domanda delle domande: perché il popolo democratico e non, dovrebbe scegliere Civati e non Renzi o Cuperlo?
“Perché è il candidato di sinistra del Pd, che dice e fa cose chiare riferite all’Italia, al governo, concetti innovativi e coerenti con la storia del partito. A volte cose semplici, che tuttavia il Pd no fa, come consultarsi internamente quando ci sono vicende controverse. Oggi non c’è una linea”.
Civati è per ricostruire un rapporto forte con Sel, quindi guarda a sinistra. Viene da pensare, se dovesse vincere, povero Fioroni.
“Non è che Civati vuole spostare il partito a sinistra, sono i nostri elettori che già stanno lì, sono un mondo che oggi non è più rappresentato. Significherebbe riallinearsi con una realtà con la quale non abbiamo un rapporto come dovrebbe.
Su Fioroni o chi per lui, io penso che il mondo cattolico sia più avanti di chi immagina di rappresentarlo. Non sarei contento se Fioroni dovesse uscire dal Pd, ma noi da sempre abbiamo tentato d’inseguire il centro e oggi Casini si attesta al tre per cento, Rutelli è sparito e Monti è fuoriuscito dal suo stesso movimento”.
La Tuscia che tipo d’accoglienza sta riservando a Civati?
“C’è un interesse crescente e sincero, in aumento in particolare nelle ultime settimane. Io e altri abbiamo cominciato a girare per i circoli della provincia, eravamo un gruppetto, ma col passare dei giorni siamo cresciuti, i sostenitori sono aumentati e di molto. Sopratutto mi fa piacere l’attenzione che sta maturando, è un segnale molto positivo”.
In un’intervista Civati dice che anche Renzi alla fine voterà per lui nel segreto dell’urna, perché è l’unico che punta a mandare a casa le larghe intese.
“Questo non lo so- Di sicuro tutti e due partivano da posizioni simili sull’argomento. Poi nel tempo quella di Renzi si è attenuata.
Noi non abbiamo cambiato opinione, è l’impianto non funziona. Un’alleanza con Alfano, Casini, Giovanardi o Formigoni che dà lezioni sulla sanità, non funzionerebbe nemmeno con il miglior presidente del consiglio, non è così che si cambia l’Italia.
Il caso eclatante è stato quello del ministro Cancellieri. Noi abbiamo portato avanti la nostra battaglia e l’abbiamo persa, ma chi aveva 150 parlamentari dalla sua, non ha voluto imporsi”.
Felice Casson a Viterbo ha parlato di primarie anche per i parlamentari. “Le abbiamo già fatte ed è un’esperienza da ripetere, anche se andrebbero concepite con più lucidità, meno fretta e in periodi non come lo scorso anno a ridosso di Capodanno. Fermo restando, però che il ricorso alle primarie per i parlamentari è l’estrema ratio. Per noi è prioritario cambiare la legge elettorale”.
Ha fatto scalpore nei giorni scorsi l’invito a pensionati da parte di un sindacato per votare Cuperlo, con la risposta che non si è fatta attendere: se Cuperlo parla ai nonni, Civati si rivolge ai nipoti. E’ questo il quadro e l’elettorato di riferimento?
“Direi che è una semplificazione più mediatica che non nelle intenzioni dei candidati, anche se il gradimento da parte di più giovani su Pippo è reale. Però, immaginare una frattura tra nonni e nipoti non ha senso. Chi è di sinistra ha il compito di difendere gli ultimi, tanto che siano nonni, quanto che siano nipoti”.
Giuseppe Ferlicca
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