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L'irriverente - Renzo Trappolini interviene sulla decisione della Corte costituzionale sulla legge elettorale

Porcellum, una risata vi seppellirà…

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini 

Viterbo – Martedì mattina, i giornali annunciavano che la corte costituzionale si sarebbe presa una quarantina di giorni per decidere sulla legittimità della legge elettorale, quella che, già quando fu votata nel 2005, venne definita “porcata” dal suo proponente e a ruota da tutti i capipartito che, però, ne hanno approfittato per nominare, anziché far eleggere i parlamentari.

Dunque, al mattino e per tutta la giornata di martedì 3 dicembre le cose stavano così. Ma alle 9,15 della sera, a Ballarò, il comico Maurizio Crozza, fa outing.

Dice: sono un cretino perché credevo che oggi, dopo otto anni di giudizi negativi, la Corte avrebbe deciso sulla costituzionalità della legge elettorale.

E invece hanno rinviato. Perché? “Perché 950 parlamentari illegittimi possano fare tranquilli il trenino di Capodanno? Poverini, quelli della Corte che guadagnano tre volte i giudici americani, costano 750 euro al giorno di auto blu (e chi hanno come autista Alonso?) e gli paghiamo anche il telefono di casa…”.

Ed incalza:”Se rinviano a gennaio, li chiamo tutte le mattine alle otto…” .

Così, come per miracolo, il mattino seguente i giudici della Corte si riuniscono e, in sostanza, decidono che gli attuali deputati e senatori usurpano il seggio avuto dai proprietari dei partiti e non dal popolo.

Un terremoto e una conferma.

Che succederà, infatti, adesso? Un parlamento illegittimo perché illegittimamente eletto può decidere legittimamente sul modo in cui dovranno essere eletti i successori degli attuali abusivi?

Ci sarà chi vorrà far saltare – finalmente – il principio dei diritti acquisiti accampato dalla casta quando impedisce di toccare le proprie pensioni perché le chiama vitalizi e chiederà la restituzione di stipendi percepiti ed il rimborso dei benefit goduti?

Purtroppo, poi, anche una triste conferma, quella delle parole dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il quale ha sempre sostenuto che la Corte Costituzionale è un organo di “arbitraggio politico”, altro che giurisdizionale.

Un comico, dunque, ci ha salvato: forse, ma nel paese in cui, come diceva Ennio Flaiano, la situazione è grave ma non seria.

Salvo che non sia solo Crozza a usare la risata. E ormai sono tanti quelli intenzionati a “sbottare”.

Renzo Trappolini


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6 dicembre, 2013

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