Viterbo – “I viterbesi dovrebbero votare Cuperlo per non fare del Pd il volto buono della destra”.
Le primarie viste da Andrea Egidi, neo rieletto segretario provinciale e sostenitore della mozione pro Gianni Cuperlo: dai mal di pancia popolari, a quelle che individua come le priorità per il Partito democratico: “La lotta contro le ingiustizie, l’uguaglianza, la pace e l’equità”. Valori all’interno del Partito socialista europeo. Mentre con Renzi si andrebbe in tutt’altra direzione.
Che vigilia è di primarie è, con Fioroni con un piede fuori dal partito?
“Credo che Fioroni, a suo modo e con le sue idee, stia conducendo una battaglia dentro il partito. Lui insieme ad altri rappresenta un’area culturale e politica importante per la nostra comunità e credo continuerà a dare un contributo utile al Pd. Poi, se ogni volta che si discute tra noi si deve dire che Fioroni se ne va, a me non interessa perché sono convinto che non sarà così”.
Cosa significa l’allarme rosso lanciato dai Popolari sul ritorno dei comunisti?
“Posso essere sincero?”. Magari “A me pare un’affermazione fuori dal tempo e dalla storia. Direi anacronistica, a meno che non si voglia screditare un’esperienza straordinaria come quella rappresentata dalla sinistra italiana”.
Comunque i Popolari hanno garantito l’appoggio a Cuperlo. Sono con voi, ma contro di voi. La mozione presentata a Viterbo la ritengono troppo di sinistra. Come va letta questa posizione?
“La mozione di Viterbo è la stessa di quella nazionale. Sa cosa c’è scritto sul volantino che gira in tutto il Paese? Sinistra è dignità”.
Qual’è oggi la situazione dentro il Pd a Viterbo? Gli equilibri del congresso sembrano belli che saltati.
“Niente affatto, per una ragione molto semplice. Sono stato eletto da un congresso del tutto distinto dalla vicenda nazionale. Gli iscritti ci hanno consegnato il 74% dei consensi ed è sulla base di quel risultato che insieme a Piazza democratica, tutti i miei sostenitori costruiranno il nuovo Pd nella Tuscia”.
Sull’adesione al Pse, Francesco Serra sostiene che sia una battaglia novecentesca. Visto che divide piuttosto che unire, è proprio una priorità?
“Non esiste proprio. Chiariamo un punto: io non voglio snaturare nulla e nessuno, nel Pd tutti ci stanno con la propria storia. Un partito però è tale solo se ha una visione del mondo e se con altri, nel mondo e in Europa, concorre a determinare il cambiamento.
Noi dobbiamo tornare alla nostra ragione sociale, la lotta contro le ingiustizie. Valori come l’uguaglianza, la pace, l’equità, la promozione dei diritti vivono nella grande famiglia dell’Internazionale socialista e del Pse. Affermare che aderire a quella famiglia è roba da Novecento significa non avere capito nulla di come gira il mondo e relegare, non solo noi, ma il paese a una grave condizione di marginalità sullo scenario internazionale.
Poi certo, possiamo sempre spiegare a Hollande, Schulz o al giovane Miliband che Serra da Viterbo non è d’accordo”.
Cuperlo è spesso descritto come burocrate, uomo di partito. Quadro fedele o riduttivo?
“Cuperlo è un dirigente politico di prim’ordine, un uomo che sa cosa significa governare un grande partito politico. Uno dei pochi, in questo periodo, in grado di mantenere viva l’idea che in Italia i riformisti possono svolgere una funzione autonoma e critica rispetto alla cultura populista di questi vent’anni. Va apprezzato e sostenuto per questo e per il coraggio con il quale ci chiede di non piegarci alla moda del momento”.
Cuperlo ha vinto congresso, le primarie nella Tuscia come prevede che andranno?
“Con il meccanismo di primarie aperte è difficile fare stime precise, tuttavia mi auguro che voteranno in tanti, perché il Pd uscirà più forte di prima e su Cuperlo spero in un buon risultato.
A livello di partecipazione, qual’è a Viterbo città un numero di elettori sufficiente a dire che sarà stato un successo?
“Credo che si potrà parlare di un successo straordinario se voteranno 1500 elettori”.
Su Letta, Cuperlo dà un giudizio più che sufficiente. Non sarà un po’ troppo generoso? Il governo non riesce a varare nemmeno la legge elettorale, figurarsi modifiche costituzionali più impegnative come l’abolizione del Senato o la riduzione dei parlamentari…
“Cuperlo parla di un giudizio positivo sul premier, specie per come sta tenendo i rapporti internazionali e a come rafforza quotidianamente la nostra credibilità in Europa. Gli altri nel Pd che col ditino alzato sono pronti a bombardare Letta sono ipocriti.
Il cambio di passo auspicato da Cuperlo sull’azione di governo avverrà solo se il Pd lo saprà incalzare con serietà e determinazione. Sui provvedimenti da attuare, crescita, lavoro e legge elettorale, non basta lo spot su Repubblica, quanto un lavoro serio in Parlamento dei nostri gruppi e delle commissioni”.
Civati vuole il bollino di unico candidato di sinistra. E’ così?
“Non mi pare proprio.”
Perché i viterbesi dovrebbero votare per Cuperlo?
“Per non essere il volto buono della destra. Per tornare ad essere noi stessi, quelli che guardano al mondo con gli occhi dei più deboli. De Andrè avrebbe parlato di quei disperati che: se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo”.
Giuseppe Ferlicca
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