Viterbo – Il successo di Renzi è stato oltre ogni aspettativa, così come probabilmente la sconfitta di Cuperlo.
Il giorno dopo le primarie Pd, Andrea Egidi riorganizza le idee e prova a ripartire. E’ stato eletto appena un mese fa, con il 74% dei consensi, ma dall’8 dicembre sembra passata una vita.
Lui ne è cosciente, è il grande gioco della politica: “Mi ha votato un gran numero d’amministratori locali – ricorda Egidi – sapendo già all’epoca del mio sostegno a Cuperlo. Le stesse persone che poi hanno scelto Renzi. Congresso e primarie sono due fasi totalmente distinte”.
A dimettersi non ci pensa nemmeno: “Vogliamo scherzare?”. Risposta secca ed eloquente
C’è di che rallegrarsi per il numero dei partecipanti, più di quindicimila. “Per me che non ho sostenuto Renzi, non significa che io o il mio gruppo non vorremo costruire un rapporto leale e di collaborazione con il gruppo dirigente nazionale. Anzi.
Renzi è il segretario Pd e io sono abituato a essere leale e collaborativo. E’ un voto che costruisce le condizioni per nuovo gruppo dirigente.
Il solo timore che ho, sono le dichiarazioni delle ultime ore che ho letto. La lezione di quello che significa l’esito delle primarie non è stata compresa da tutti.
Non vedo più spazi per dinamiche come quelle vissute finora: tatticismo esasperato, battaglie sulla percentuale della propria correntina, equilibrismi tattici.
L’elettore di Viterbo è venuto a votare Renzi senza pensare se fosse moderato o meno. Le categorie nostre interne esistono come impostazioni, ma chi ha votato lo ha fatto perché riteneva il sindaco di Firenze l’unica opportunità per cambiare le cose”.
Tra una settimana sarà varata la nuova segreteria provinciale che raccoglierà anche l’esperienza del suo antagonista al congresso, Alessio Trani.
“Fra congresso e primarie si è affermato un alto tasso d’innovazione. Tanti giovani che si sono impegnati, dobbiamo metterli alla prova.
Non sono per le soluzioni facili, abbiamo molto lavoro davanti, a cominciare dai prossimi appuntamenti elettorali, le Europee e le amministrative in una trentina di comuni nel 2014.
Se Renzi sarà coerente con quanto annunciato in campagna elettorale, esistono i presupposti per rinvigorire e ridare slancio al Pd”.
Giuseppe Ferlicca
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