Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nell’attuale e sempre più caotica situazione dell’intero sistema sanitario italiano, appare doveroso, ancora una volta, porre l’attenzione sull’annosa questione dell’abusivismo in campo riabilitativo e in particolare in Fisioterapia che interessa oltre che l’intero territorio nazionale anche la provincia di Viterbo.
Un vero problema per le persone con problemi di salute, che spesso, in buona fede, si affidano alle mani di persone incapaci, che attuano cure inadeguate, inefficaci e il più delle volte dannose che potrebbero addirittura peggiorare le precarie condizioni di salute di chi già soffre, ma anche per tutti i fisioterapisti che ogni giorno svolgono con passione e totale dedizione il proprio lavoro.
Da non trascurare poi il danno arrecato ai neo-laureati in fisioterapia, il cui entusiasmo sarà presto spento da quel mercato del lavoro saturo di abusivi, che non saprà fornire il giusto riconoscimento a chi dopo aver sostenuto regolari esami di ammissione per accedere al corsi di laurea, aver effettuato tre anni di studio, ore e ore di tirocinio in strutture sanitarie e un esame finale di abilitazione all’esercizio della professione, probabilmente non per sua colpa, si ritroverà senza un’ occupazione.
In Italia esistono oltre 150mila fisioterapisti ma soltanto 1/3, circa 50mila, risultano essere laureati e abilitati all’esercizio della professione. La situazione nella provincia di Viterbo riflette il dato rilevato su scala nazionale nonostante nel territorio Viterbese siano presenti fisioterapisti, validi come gli altri professionisti dell’area sanitaria, compresa quella medica, formati nella facoltà dell’Università Cattolica del Sacro Cuore avente sede alla casa di cura “Villa Immacolata”di San Martino al Cimino.
Parallelamente purtroppo operano talvolta nell’ombra, talvolta alla luce del sole, sedicenti riabilitatori ed esperti plagiatori che si spacciano per fisioterapisti pur non possedendo il titolo abilitante.
Come difendersi?
Nonostante sia difficile per un paziente discernere tra i tanti titoli equipollenti, validi per legge, è opportuno prima di tutto verificare che il titolo posseduto ovvero la laurea in fisioterapia sia stata rilasciata da una università Italiana e in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal ministero della Salute.
Il Fisioterapista libero-professionista è inoltre sempre tenuto al rilascio della regolare ricevuta fiscale sanitaria esente Iva. La laurea in Scienza motorie – Isef, il titolo di posturologo, quello di chinesiologo, il diploma di massaggiatore e quello di Massofisioterapista, alla luce delle ultime sentenze del consiglio di stato, nonché da quanto pubblicato sul sito del ministero della Salute, definendo questi ultimi esclusivamente operatori di interesse sanitario, non abilitano assolutamente alla professione di Fisioterapista.
Ricordo inoltre che lo Spif-Ar mette a disposizione di tutti i cittadini e dei colleghi, su tutto il territorio nazionale, il servizio “Dillo allo Spif” con cui è possibile segnalare i sospetti casi di abusivismo professionale che verranno portati a conoscenza, garantendo il completo anonimato, alle Forze dell’ordine e alle autorità garanti (per maggiori informazioni www.spif.it o numero verde: 800 910 554).
Soltanto con l’istituzione dell’ordine Professionale e con la partecipazione da parte dei colleghi tutti alle associazioni di categoria e a SPIF-AR , sindacato professionale fisioterapisti e professioni area riabilitativa diverrà possibile sconfiggere definitivamente la pratica dell’abusivismo e innalzare la bellissima professione del fisioterapista al livello che merita.
Alessio Bianchi
Referente SPIF-AR per la Provincia di Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY