Civita Castellana – Vigili del fuoco ancora contro fumo e fiamme (fotocronaca – video).
I pompieri del turno serale sono rimasti anche di notte a presidiare le rovine del Maury’s, distrutto dall’incendio di lunedì a Civita Castellana.
Di quel nuovissimo supermercato, inaugurato da appena cinque giorni, restano il fumo, qualche focolaio e i cumuli di macerie ancora roventi. Uno stabile di due piani completamente inagibile. Il primo, quello del supermercato, non esiste più dopo il crollo del solaio.
Un disastro che, per ora, resta senza un perché. I primi accertamenti dei vigili del fuoco nulla rivelano sulle cause del rogo. Dopo i sopralluoghi di ieri, sembrano affievolirsi persino le speranze di risalire alla fonte di innesco. Così come quelle di rilevare tracce di idrocarburi o acceleranti tramite i tecnici del Nia (Nucleo investigativo antincendio). Niente si è salvato di quei mille metri quadrati di superficie.
A dare l’allarme, all’una di lunedì notte, sono stati i carabinieri. Una pattuglia di passaggio ha avvistato un’alta colonna di fumo. Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno cercato di domare le fiamme altissime che si levavano dall’edificio, col rischio che si propagassero fino a un vicino distributore di benzina. Pericolo scampato, ma il supermercato è andato completamente distrutto.
Tutte le ipotesi, al momento, restano in piedi. L’errore umano. Un difetto dell’impianto elettrico. E poi, la pista del dolo, tanto più plausibile per quello che, nelle ultime settimane, era diventato il supermercato della discordia, al centro delle polemiche per la presunta parentopoli delle assunzioni.
Per ora, comunque, l’ipotesi dolosa non ha trovato riscontri. Sull’episodio, ancora avvolto nel mistero, indagano i carabinieri della compagnia locale e la procura di Viterbo, che ha aperto un’inchiesta per risalire alle cause.
Il locale è sotto sequestro. Solo i vigili del fuoco hanno potuto accedere. I carabinieri si sono limitati a un sopralluogo esterno, per un possibile rischio crollo del soffitto di quello che, fino a prima del disastro, era il secondo piano dell’edificio.
In nottata, le ultime operazioni di smassamento, per raffreddare le macerie, e tenere il fumo sotto controllo. Sul posto un’autobotte da Viterbo, una squadra di Civita e i colleghi da Roma.
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