Civita Castellana – Spuntano lettere anonime per due amministratori.
Sale il clima d’odio a Civita Castellana dopo l’incendio al Maury’s, il supermercato di detersivi e articoli per la casa andato in fiamme nella notte tra domenica e lunedì (fotocronaca – video). Ancora ignote le cause dell’incendio su cui stanno indagando gli investigatori.
Il supermercato, inaugurato lo scorso giovedì, era finito al centro delle polemiche per via della presunta parentopoli, la vicenda delle assunzioni, che ha portato alle dimissioni di alcuni consiglieri dell’attuale amministrazione.
Nel frattempo, sono spuntate due lettere anonime inviate nei giorni scorsi all’ex consigliere di Sel Fabrizio Scarponi e al consigliere di Rifondazione Maurizio Romani che le hanno consegnate ai carabinieri.
“Non ci sono riferimenti all’incendio del Maury’s – dice Scarponi -. Non ci sono minacce o insulti, ma solo una forte protesta politica, in particolare verso il sindaco, in riferimento ad appalti e assunzioni di amici e parenti”.
La lettera è stata recapitata a casa dei genitori dell’ex consigliere. “I miei l’hanno ricevuta sabato e poi me l’hanno consegnata. L’ho portata ai carabinieri. Le accuse più pesanti sono per il sindaco, mentre a me e Maurizio Romani, il consigliere di Rifondazione, viene mosso un attacco politico in cui ci viene detto di aver tradito il mandato”.
La questione Maury’s resta fuori dal contenuto delle lettere. “C’è solo un accenno in merito alla presunta parentopoli, ma sul Maury’s non c’è nulla”.
Scarponi chiede chiarezza. “In paese si è creato un clima orribile – continua l’ex consigliere -. Non apprezzo le lettere anonime. Qualsiasi tipo di critica, aspra o meno, deve essere detta in faccia o comunque firmandosi. Per molto tempo ho scritto su un mensile locale e ho sempre messo il mio nome, assumendomi le responsabilità di ciò che affermavo. Mi aspetto un confronto alla pari e non con cavalieri mascherati, anche perché condivido gran parte dei contenuti della lettera che mi è arrivata. Due anni fa mi sono dimesso proprio perché mi ero accorto che qualcosa non andava. Non mi serve una lettera anonima per aprire gli occhi”.
Nei giorni scorsi lo stesso Gianluca Angelelli, sindaco di Civita Castellana, ha lanciato dalle pagine di Facebook, un appello ai cittadini richiamandoli alla coesione. “Torno ora dal luogo dell’incendio – scrive il primo cittadino sul suo profilo -, su cui sono stato presente.
Il fuoco ormai è domato, grazie al lavoro incessante e prezioso dei vigili del fuoco di tutta la provincia e non solo. L’amministrazione ha approntato le necessarie urgenze per evitare sversamenti e inquinamento ambientale. Sono in corso le indagini delle forze dell’ordine, ogni valutazione sull’accidentalità o il dolo sono affrettate”.
Quindi il riferimento alle polemiche nate dopo il rogo. “Nonostante ciò – continua Angelelli – leggo e vedo decine di interventi sul tema, anche qui sulla mia bacheca, in cui si cerca di capire l’eventuale colpa o ragione di chi potrebbe essere stato. Al di là di tutto ciò, quello che mi colpisce è il clima che si è creato, un clima di odio, di diffidenza, di contrapposizione costante. Io mi auguro veramente che questo non sia causa di niente, voglio credere fermamente che dietro a quest’incendio non ci sia lo sfogo dell’odio”.
Dunque l’invito alla calma. “Bisogna ridimensionare le proprie parole ovunque, anche qui su Facebook. Se fai il sindaco sei anche un parafulmine, e va bene, ma qui l’odio sta traboccando oltre, travolgendo una città che ha bisogno di ritrovarsi quanto più unita possibile. Non sto “mettendo all’indice” la critica, sto richiamando alla misura, al giusto peso alle cose. La disperazione non si cura con l’odio e chi lo sta diffondendo tra i cittadini cercandone la strumentalizzazione sta alimentando un fuoco pericolosissimo“.
Infine l’appello alla coesione. “Civita – conclude Angelelli dal social network – i ritrovi unita e civile di fronte a questa sciagura, perché se viene da cause esterne è preoccupantissima, se viene da dentro è tragica e se è solo un accidente è il momento di rimanere insieme”.
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