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Viterbo - Federlazio tira le somme del 2013, ultimo consuntivo con Orsolini presidente - Sul tavolo i problemi di sempre, distretto, terme, trasversale.

Un anno trascorso inutilmente, o quasi

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Giuseppe Crea, Enrico Panunzi, Leonardo Michelini e Rino Orsolini

Giuseppe Crea, Enrico Panunzi, Leonardo Michelini e Rino Orsolini

Rino Orsolini

Rino Orsolini

Giuseppe Crea

Giuseppe Crea

Enrico Panunzi e Leonardo Michelini

Enrico Panunzi e Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Giuseppe Crea, Enrico Panunzi, Leonardo Michelini e Rino Orsolini

Giuseppe Crea, Enrico Panunzi, Leonardo Michelini e Rino Orsolini

Giuseppe Crea

Giuseppe Crea

Rino Orsolini

Rino Orsolini

Viterbo – Sembra ieri. Eppure è passato un anno.

Dicembre 2012, conferenza stampa di fine anno Federlazio, con il presidente dell’autorità portuale Pasqualino Monti. Si parla del porto di Civitavecchia e del molo 27, che sarà completato poi con sei mesi d’anticipo.

Si parla della Trasversale, che in 365 giorni non sarà avanzata nemmeno di mezzo metro. Buone feste, anzi, buonanotte a tutti.

Ieri sera l’incontro si è ripetuto, è l’ultimo con Rino Orsolini presidente, dal prossimo, con il rinnovo delle cariche si cambia. A Viterbo quindi non proprio tutto è immobile.

“Per la Trasversale – ricorda Orsolini – mancano sette chilometri per arrivare a Monte Romano, quindi altri 17 fino all’Aurelia. Arteria di i vitale importanza, eppure niente si è mosso. Ero all’incontro di Fioroni sabato quando ha parlato dell’aeroporto a Tarquinia.

Va bene, sarebbe comunque lo scalo di Viterbo e si troverebbe in una posizione strategica, se dovessero decidere di realizzarlo”. C’è sempre un se di troppo.

“Ci sono poi le terme – ricorda Orsolini – le ex Inps, con l’intesa raggiunta, si faccia un bando e poi chi le prende le prende.

Ho sentito parlare di Tusciaexpo’ e della volontà di rilancio della società. Le fiere oggi non funzionano molto, forse i soldi andrebbero spesi diversamente, non facciamo i soliti carrozzoni. Dobbiamo osare. Coltiviamo i sogni e possibilmente realizziamoli”.A fare da cerimoniere il direttore Giuseppe Crea e come ospiti il consigliere regionale Pd Enrico Panunzi e il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini.

Il primo concorda su un punto: a Viterbo si parla sempre delle stesse cose. “Forse si pensa che ripetendoli i problemi si risolvano – spiega Panunzi – per le ex terme Inps il lavoro intrapreso da Regione e Comune darà i suoi frutti, sulla Trasversale la Regione ha fatto la sua parte, versando all’Anas quanto doveva”.

Rimane da capire dove si sia ingrippato il motore. Mentre altrove, le strade si completano. Vedi la Terni – Rieti inaugurato il 10 dicembre.

“Per la sanità – osserva Panunzi – si va verso l’abolizione delle macro aree, che ci vedevano accorpati con Roma, con tutti gli svantaggi sui posti letto. Dalla programmazione europea 2014 – 2020 dobbiamo essere bravi a reperire fondo. Abbiamo porto e interporto che oggi non sono collegati via ferro, tanto per fare un esempio”. Non che via gomma la situazione sia migliore. La Trasversale ha festeggiato i suoi primi quarant’anni, da quando fu pensata nel 1973 e siamo ancora fermi. 

Perché un po’ Viterbo è territorio delle occasioni perse: “Sul centro storico del capoluogo – ricorda il sindaco Michelini – siamo fermi agli anni ottanta, mai nessun piano di recupero, a eccezione forse del Cunicchio.

Il Poggino è l’unica area produttiva del Lazio a non avere ottenuto un centesimo di fondi pubblici. La colpa è nostra”.

Il primo cittadino rilancia le proposte della sua amministrazione, dalla zona alla Volpara, da trasformare in espositiva e agroalimentare, alle terme. Il bando del comune ha attirato 25 domande da tutta Italia, ma non riguarda le ex terme Inps.

Forte del riconoscimento Unesco al trasporto della Macchina di santa Rosa, rilancia la sua idea: “Dobbiamo fare rete, metterci a sistema. Viterbo città d’arte e cultura non può andare da sola, ma in sinergia con altre realtà”.

Il direttore Crea incalza sulle terme Inps e Michelini ammette: “Un appalto per l’affidamento è impossibile – spiega – se prima non c’è una legge regionale che ce le affida e poi non hanno acqua. Quando gliel’avremo ridata, si potrà fare. Così com’è, è pensabile solo un albergo in zona”.

Anche quest’anno è andata così. Al prossimo.

Giuseppe Ferlicca


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19 dicembre, 2013

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