Viterbo – Uno. Due. Tre. Quattro. Cinque. Sei. Sette. Otto. Nove. Dieci. E sì, ho voluto contare fino a dieci prima di iniziare a parlare delle magnifiche sorti e progressive del Festival delle luci. Ma non basta, ora per dieci volte ripeto il mantra che mi libererà da ogni pregiudizio: “Il sindaco Miclini è grande e ogni cosa che fa è meravigliosa”; “Il sindaco Miclini è grande e ogni cosa che fa è meravigliosa”; “Il sindaco Miclini…
Dopo il rito apotropaico faccio un giro, anzi due giri in città (fotocronaca – video). Uno di giorno e uno di notte, intorno alle 24. E nonostante le migliori intenzioni di gridare alla meraviglia e mettermi in ginocchio esclamando estatico: “Miclini sei grande e il festival delle luci ci illuminerà il futuro”. Niente. Passo prima a piazza del comune e vedo tre catafalchi funebri. Roba brutta. Roba da pugno allo stomaco. Ma insomma se poi il risultato sarà una mirabilia di giochi di luci – mi dico – di cosa ti lamenti. Resisto alla mania della critica.
Arrivo a piazza del Gesù. Qui la cosa comincia a essere inquietante. Nonostante continui a ripetere il mantra – “Il sindaco Miclini è grande e ogni cosa che fa è meravigliosa” – inizia a salire la voglia di dire che sono di fronte una pecionata. La fontana è letteralmente assediata da bussolotti neri (mi dicono luci) e transenne a strafottere. Comincio a cambiare umore, ma poi mi dico: “Il sindaco Miclini è grande e ogni cosa che fa è meravigliosa”. E un po’ incupito vado, non senza timore e tremore, a piazza San Pellegrino. E qui, prima di guardare, faccio un respiro profondo. Questa è la più bella e importante piazza medievale del mondo, nessuno avrà osato offenderla, contaminarla, seviziarla…
Giro l’angolo e il tuffo al cuore è terribile. Una vera carneficina di bellezza. Un catafalco enorme, nero, cupo, triste e inguardabile è stato posizionato davanti a quel piccolo porticato che ha il suo sviluppo in un gioco d’archi dalla bellezza incredibile. E allora mi domando: a chi è potuto venire in mente uno scempio del genere? E ancora: Ma se Miclini è grande come ha fatto a non dire nulla mentre si deturpa la bellezza architettonica della più affascinante piazza della città?
A questo punto il pregiudizio ha lasciato il posto al postgiudizio. L’empiria ha agio sull’ideologia. Questa è una schifezza offensiva per la città. La piazza è inguardabile e deturpata. L’unica consolazione è che questa porcheria durerà solo sedici giorni.
La tentazione di chiedere a Miclini di intervenire è forte. La proposta è semplice: Caro sindaco stanzia altri 70mila euro dalli a chi di dovere e fai smontare tutto.
Ma poi mi dico: “Sei il solito fazioso. Sei il solito criticone. Vai a vedere cosa hanno fatto a piazza Fontana grande”.
Arrivo trafelato in piazza e tadan: la fontana più bella della città è aggredita dai soliti “faroni” neri e da una apoteosi di fili e transenne. Ma qui all’obbrobrio si aggiunge l’ironia della sorte. Qualcuno ha pensato bene infatti di illuminare una fontana che non ha neppure l’acqua.
Anche un bambino di fronte all’abbandono delle fontane viterbesi avrebbe speso i 70mila euro dell’inutile e dannoso Festival delle luci per restaurarle e ridare loro l’acqua. E invece no. Ed è giusto così perché “il sindaco Miclini è grande e ogni cosa che fa è meravigliosa”.
Per consolarmi faccio un salto a piazza San Lorenzo. E qui almeno il danno è limitato.
Ora è di tutta evidenza che quanto scritto fino a ora non è che il frutto del pregiudizio. Dell’ideologia. Quindi di nessun valore. Anche perché gli orribili catafalchi sicuramente – penso tra me e me – daranno vita a uno spettacolo incredibile da far invidia a Lione e Berlino.
Poche ore e arriva la prova del budino, come ama dire D’Alema. Intorno alla mezzanotte capito a piazza del comune. E fortuna delle fortune in piazza c’è pure il sindaco Miclini. Sono proprio fortunato, il sindaco si degusta le prove del Festival delle luci.
Guardo in alto e che vedo? Le immagini della Pietà di Sebastiano del Piombo sbiadite, deformate, imbruttite sulla meravigliosa, quella sì, facciata di palazzo dei priori. Non basta: scorrono sbiadite le immagini dei facchini, della macchina e… anche un po’ di pubblicità che non fa mai male. Sì, grande come una casa c’è il ringraziamento a questa e quella ditta. I loghi di questo e di quello. Tutto fa spettacolo…
Alla fine della giornata non posso non domandarmi: Ma tutto questo è normale? E il sindaco cosa ne pensa di questo pastrocchio megagalattico?
Ma poi mi ripeto: “Il sindaco Miclini è grande e ogni cosa che fa è meravigliosa”. E me ne vado a dormire. Contenti Miclini e i viterbesi, contenti tutti. Ma comincio a pensare che ha fatto bene un mio amico, un galantuomo che ama cantare, che ha venduto casa e se ne andato da questa città. Proprio come fece Cattabiani tanti anni fa…
Carlo Galeotti
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