Viterbo – “Domenica per la prima volta non c’era la fila per entrare nei supermercati, ma per entrare dentro la città”.
Monta la polemica sul festival delle luci, ma la consigliera Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) punta sul concreto. L’altro ieri ha girato per Viterbo e la conclusione è che il Natale firmato Michelini ha portato tanta gente dentro le mura.
Dopo le critiche arriva il momento per la formazione di Filippo Rossi di ribattere. Conferenza stampa alle 19,30 in una fredda piazza del Gesù. Come sempre ci sono gli amministratori e un discreto numero d’iscritti. L’unione evidentemente fa la forza.
A turno parlano Claudio Margottini, Filippo Rossi, Andrea Moretti e Giacomo Barelli. Ognuno dice la sua, Rossi avverte che sono in maggioranza per fare cose e ci resteranno fin quando saranno messi nelle condizioni di farle e tutti ringraziano Leonardo Michelini per il sostegno e la fiducia per avere consentito a Viva Viterbo di portare a compimento il programma natalizio, seppure monco della parte sulla Macchine di santa Rosa.
Ma il sindaco non era su tutte le furie per le polemiche delle ultime settimane, per la pubblicità proiettata sui palazzi illuminati e tolta dopo la prova generale? Non ha convocato i responsabili di Viva Viterbo e non per fare gli auguri? “Il sindaco non mi ha convocato – spiega l’assessore Giacomo Barelli – non mi ha chiamato, perché ci vediamo tutti i giorni, anche stamani (ieri mattina, ndr) per dirmi che le brochure della mostra di Sebastiano del Piombo sono finite, ne dobbiamo stampare altre e posticiperemo l’orario di chiusura.
Il rapporto con il primo cittadino è ottimo”. Meno male, sotto Natale non poteva esserci notizia migliore. E’ valsa la pena solo per questo stare mezz’ora al freddo.
“Siamo orgogliosi di come stanno andando le cose – spiega Claudio Margottini – contenti perché il nostro progetto era di superare una politica fatta di piccoli piaceri e finanziamenti a pioggia. Oggi abbiamo una serie d’eventi capaci di dare ossigeno ai negozi del centro storico. Abbiamo operato con estrema onestà e competenza”.
C’è di che rallegrarsi, anche perché Andrea Moretti ricorda i passaggi in tv, le uscite sui quotidiani nazionali in cui si è parlato delle mostre.
“Sono soddisfatto e orgoglioso dell’amministrazione e del mio assessorato per quanto organizzato – osserva l’assessore alla Cultura Barelli – grazie a Michelini, insieme abbiamo pensato e messo in pratica iniziative che stanno avendo riscontri superiori alle aspettative. Le mostre integrate con il festival delle luci sono in grado di richiamare turismo”.
Alfonso Antoniozzi se ne faccia una ragione. “Con tutta l’amicizia – incalza Barelli – un festival delle luci come lo intende lui costerebbe un milione di euro. Due giorni di mapping a piazza del comune verrebbe 40mila euro, 20mila a piazza del Gesù. Noi abbiamo speso per la parte tecnica del festival, tra i 20 e i 30mila euro più iva, per diciotto giorni”.
Eppure le critiche ci sono state, non solo dall’opposizione, ma pure dentro la maggioranza. “Il nostro rapporto è con il sindaco Leonardo Michelini – precisa Filippo Rossi – noi non siamo forza di maggioranza, abbiamo appoggiato il centrosinistra al secondo turno. Il giochetto parolaio della maggioranza c’interessa poco.
Siamo lì per fare cose, per il bene della città e ci rimarremo finché potremo fare cose”. Il Pd se ne faccia una ragione. “Due liste civiche – spiega Giacomo Barelli – Viva Viterbo e Oltre le mura, insieme sono al 25% e hanno ottimi rapporti. Il passo della città è cambiato e sono dati di cui tenere conto”.
Di sicuro è cambiato il Natale. “Senza Viva Viterbo – spiega Rossi – sarebbe stato identico agli altri. Meglio il nostro, che magari farà schifo, ma è distinguibile e qualcosa si può dire. Non come le feste degli altri anni, una melma informe, dove tutto affogava nel nulla.
Il festival della luci non è cultura, è un evento ludico, ma ha permesso un’inversione di tendenza, con le persone che dalla periferia, dalla provincia vengono a Viterbo. Abbiamo messo un piccolo mattone, nessuno pensa che sia la cosa più bella del mondo, come la calza della Befana non è la più lunga del mondo.
Senza di noi e senza il sindaco Michelini questo non si sarebbe fatto. Ci ha creduto quanto noi”. Ci possono anche credere tutti, ma la polemica non festival sì o festival no. O almeno, è solo una minima parte. Può piacere o non piacere. A Viterbo si criticano le Macchine di santa Rosa, figurarsi quattro fari.
Il vero motivo del contendere è la vicinanza Barelli – Rossi – Viva Viterbo – Caffeina e relativi affidamenti degli incarichi su luci, mostre, convegno sullo sport. La minoranza sull’avviso per il festival dopo Natale presenterà un esposto.
In conferenza stranamente si cerca d’evitare l’argomento. Forse per non rovinare il sereno clima natalizio e non servono le domande a fare chiarezza. “Chi ha condotto il dibattito su questo livello – dice Rossi – ha sbagliato, mettendo in ombra tutto il resto, perché non c’è nulla di cui dibattere”.
Eppure, non solo il capogruppo Pd Serra, ma anche il sindaco Michelini ha manifestato l’esigenza di rivedere alcune dinamiche.
“Il rapporto con Michelini è ottimo – ribadisce Barelli – lo sottoscriviamo e il 27 in consiglio comunale magari ci sarà qualche sorpresa per l’opposizione. Qui non ci sono conflitti d’interesse”.
Non ci sono conflitti d’interesse, quindi, ma ragioni d’opportunità politica sul fatto che alla cultura ci siano persone vicine a Caffeina, che è comunque un produttore di cultura, forse sì. “Caffeina – replica Margottini – è una realtà forte a Viterbo.
Magari si rischia di dire che mezza città è in conflitto d’interesse perché in qualche modo riconducibile alla fondazione. Non dobbiamo creare casi dove non ce ne sono, evitiamo il fumus”.
Dove invece c’è dell’altro: “Un assessore mi ha chiamato ora per farmi i complimenti – osserva Filippo Rossi – si ragionava sul prossimo anno.
Abbiamo portato due gioielli dal museo civico per renderli visibili alla città e non solo e il dibattito a Viterbo si è concentrato su quanto è costato. Pochissimo comunque.
Sintomo di una città chiusa su se stessa. E all’inaugurazione della mostra di Del Piombo non c’era nemmeno un rappresentante dell’opposizione. Questa è la cifra di quanto la città sia incapace di crescere. Ci si interroga sui costi, siamo riusciti a fare polemica pure su questo”.
Di nuovo… Veramente la polemica era su altro. Ci sarebbe da ripeterlo, ma fa freddo. Meglio lasciar perdere. Siamo troppo chiusi su noi stessi (dal gelo) per capire.
Giuseppe Ferlicca
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