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Vetralla – Hanno portato con loro anche una bambina di sei anni le tre donne fermate la mattina della vigilia di Natale per un tentato furto al Compro oro di Cura di Vetralla.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le tre giovani dell’est europeo sono entrate nel negozio di preziosi di buon mattino, verso le 9,20.
Mentre due di loro distraevano il proprietario chiedendogli di farsi mostrare un gioiello in vetrina, una si sarebbe diretta verso il retro del bancone sfilando dalla cassaforte due rotoli di stoffa con diversi monili d’oro e d’argento per un valore stimato intorno ai 50mila euro.
A dare l’allarme ai carabinieri è stato il figlio del proprietario del negozio che da casa controllava il sistema di sorveglianza del Compro oro via internet.
I militari sono quindi arrivati subito sul posto e hanno bloccato le tre donne prima ancora che riuscissero a scappare con il bottino.
Con loro c’era anche una bambina di sei anni e, inizialmente, le signore avrebbero tentato di incolpare la piccola del furto sostenendo che l’avesse fatto di sua iniziativa. Le immagini del video di sorveglianza hanno però rivelato che a impossessarsi dei gioielli era stata una delle tre donne.
Due delle tre, risultate incensurate, sono state liberate poco dopo il fermo, mentre la terza, una 31enne di Sarajevo con precedenti, domiciliata in un campo nomadi su via Laurentina a Roma, è stata processata con il rito direttissimo ieri mattina di fronte al giudice Eugenio Turco.
La ragazza ha dichiarato di essere incinta di tre mesi. Quindi dopo la convalida dell’arresto e la scelta del patteggiamento, anche in considerazione del suo stato di gravidanza, è stata condannata all’obbligo di firma quotidiano per sei mesi e 20 giorni, più 300 euro di multa.
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