Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,
credo che di tutte le critiche che sono state avanzate a proposito delle illuminazioni natalizie dei luoghi più prestigiosi del nostro centro storico non abbia avuto adeguato rilievo quella relativa alla proiezione delle diapositive sulla facciata del palazzo dei Priori.
A mio parere quelle proiezioni dei particolari dei due capolavori di Sebastiano del Piombo sono un atto di vera e propria violenza profanatoria di altissime opere d’arte. Non ho timore di usare addirittura il termine dissacrazione. Sì, perché l’arte è di per sé sacra (indipendentemente dal soggetto), specie quando è universalmente e secolarmente riconosciuta come tale, patrimonio inalienabile della più alta espressione umana.
Come non rendersi conto che quelle immagini deformate e private di tutti i valori espressivi che ne costituiscono l’essenza risultano essere dei “pupazzi” sgradevoli senza significato. E’ questo il modo di avvicinare i giovani, le persone comuni, i cittadini tutti ai valori della cultura e della bellezza?
Gli inventori di questo orrido spettacolo avrebbero potuto almeno chiedere il parere di Sgarbi (che per lo meno di arte se ne intende).
Mi piace aggiungere che personalmente avevo giudicato positivamente l’avere sottratto alla inconcepibile segregazione i due capolavori e averli resi fruibili (malgrado la non interamente felice sistemazione nella sala Regia).
Si potrebbe concludere con una frase del comune dire: Sebastiano si rivolterà nella tomba… e magari il Vasari e, perché no, anche il nostro professore Scriattoli…
Teresa Blasi
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