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Caterina, 25enne, viva grazie alla sperimentazione animale - Un adolescente viterbese aggredito per essersi schierato dalla sua parte

“Devi morire te e quella assassina della tua amica…”

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Caterina, la 25enne offesa per aver detto di essere viva grazie alla sperimentazione animale

Caterina, la 25enne offesa e minacciata per aver detto di essere viva grazie alla sperimentazione animale

Viterbo – Bersagliato di insulti solo per aver difeso Caterina, la 25enne malata aggredita dagli animalisti.

Luca è un adolescente viterbese. Uno dei tanti inteneriti nel vedere il filmato di quella ragazza poco più grande di lui, affetta da quattro malattie rare e costretta a parlare con una mascherina sul volto. 

Caterina sopravvive grazie alla sperimentazione animale. Solo per averlo detto, nei giorni scorsi, è finita nel mirino di una frangia estremista di animalisti, che l’hanno offesa e minacciata.

Lei ha risposto con il video in cui spiega come riesce a vivere e a studiare, tra ricoveri, terapie di ore e farmaci testati con la vivisezione. Luca, da Viterbo, lo ha visto. Come tanti suoi coetanei. E ha scelto subito da che parte stare. “Amo gli animali – ha scritto sulla sua bacheca -, ma non quelle bestie che hanno offeso Caterina”. E’ bastato questo ad accendere la miccia degli insulti e delle minacce contro di lui, attraverso il social network. Qualcuno gli ha dato anche dell’assassino.

Luca lo ha raccontato su Facebook e ha informato Tusciaweb.


La lettera di Luca pubblicata su Facebook dopo le minacce ricevute

Cari amici di Fb,

mi sono arrivati messaggi di insulti e minacce, per aver difeso Caterina. Non riesco proprio a capacitarmi come le persone possono essere così cattive, augurando la morte ad altre persone.

Una frase che mi ha colpito di più è stata questa: “Devi morire te e quella assassina della tua amica, che stai difendendo”. E’ inaccettabile sentirsi dire queste parole…

Comunque ribadisco che sono a favore della sperimentazione animale, in quanto possa salvare vite umane. Ringrazio coloro che mi hanno espresso solidarietà e mi sono state vicine.

Continuo dicendo una volta per tutte, che io non voglio visibilità e non voglio assolutamente essere qualcuno. Concludo questa lettera denunciando questi sopprusi verso me (persona), ho già consegnato il materiale al quotidiano “La Repubblica” e “TusciaWeb” in quanto mi aiutano a fare luce sulla vicenda.

Grazie ancora e buon anno.

Luca


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31 dicembre, 2013

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