Grotte Santo Stefano – Riceviamo e pubblichiamo – In questi ultimi anni da consigliere, prima di maggioranza e poi di minoranza, passati ad occuparmi dei problemi del mio territorio, ho ben compreso quanto l’abolizione delle circoscrizioni abbia fortemente penalizzato i territori decentrati del Comune di Viterbo.
Le circoscrizioni, infatti, oltre ad essere state luogo di espressione delle istanze di partecipazione democratica dei cittadini, rappresentavano lo strumento dell’autonomia delle frazioni e un punto di contatto fondamentale fra i cittadini e l’amministrazione centrale.
Tuttavia, senza recriminare sulle stesse tematiche vorrei continuare a portare avanti le ragioni di chi, come me, vive a Grotte Santo Stefano. Sono passati sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione e pare che proteste e mugugni siano già proliferati.
E pensare che era stato lo stesso futuro sindaco insieme ai candidati locali a prendersi un impegno con i cittadini grottani, sottoscrivendo un “patto” da realizzare nei primi 100 giorni di governo della città.
Sul volantino distribuito durante il ballottaggio venivano elencate una serie di priorità: nomina dei consigli di frazione, ampliamento immediato del cimitero, risorse fisse per il territorio, potenziamento uffici amministrativi (vigili, cantonieri e personale per l’ ufficio anagrafe e stato civile).
Sono passati quasi 200 giorni dal “famoso patto” e delle promesse fatte non è stata mantenuta neanche una. Ma andiamo per ordine.
I consigli di frazione approvati nella precedente amministrazione, nonostante le sollecitazioni dell’attuale minoranza, aspettano ancora di essere discussi per la nomina dei loro componenti.
La beffa risulta essere ancora più amara se pensiamo che nell’ultimo consiglio comunale, quello prima delle festività natalizie, al momento della discussione sui consigli di frazione, la maggioranza, presa da una strana frenesia da regalo, ha espresso voto unanime per l’interruzione della seduta (si è astenuta la sola consigliera Minchella, anch’essa un’abitante di frazione che ben comprende le difficoltà dei territori decentrati di questo Comune). A nulla è valsa la presa di posizione delle forze di minoranza per continuare il dibattimento.
Altro argomento importante, il potenziamento degli uffici amministrativi sul territorio Grottano. Visti i 18 chilometri che separano il nostro territorio dall’amministrazione centrale, è da sempre presente un ufficio anagrafe aperto tutti i giorni.
Se la promessa di Michelini era quella di potenziare l’ufficio, in questi primi 200 giorni (non più 100) gli impiegati all’ anagrafe non sono aumentati, è rimasto un solo addetto che oltretutto deve prestare servizio a Viterbo una volta a settimana per sopperire a “improvvise” mancanze di personale negli uffici cittadini. Il risultato? Il martedì mattina a Grotte Santo Stefano, l’ufficio anagrafe rimane chiuso.
Per non parlare del cantoniere che risulta essere uno solo e non più. Riguardo ai vigili urbani, nonostante gli annunci fatti dall’assessore Ciambella, la situazione non è sicuramente migliorata. Avevamo dei problemi nella precedente amministrazione e tali sono rimasti.
Infine, non meno importante, l’avvio immediato dell’ampliamento del cimitero. L’amministrazione Marini, vista la carenza di risorse economiche e l’impossibilità di reperire fondi nel breve-medio termine, già nel dicembre 2012 si era fatta carico di questo problema ricorrendo allo strumento del project financing.
Tanto per essere chiari, la normativa vigente prevede che operatori economici possono presentare alle amministrazioni proposte riguardanti la realizzazione in concessione di lavori pubblici o di pubblica utilità non presenti nella programmazione triennale. Quindi con apposita delibera di giunta la proposta presentata dalla ditta Silve spa venne dichiarata di pubblico interesse.
Con l’opportuna trasparenza l’affidamento dell’opera sarebbe, poi, stata sottoposta a gara pubblica. Fino ad oggi in sostanza, non è stato ancora dato seguito al lavoro iniziato e, qualora non fosse più d’interesse, non è stata trovata neanche una valida alternativa.
Anche, ciò che riguarda la gestione dell’immondizia, non possiamo non essere critici, se i mezzi per la pulizia passano solo ogni quindici giorni laddove c’è spazio, lasciando le vie più piccole tra rifiuti e lerciume.
Nonostante le interrogazioni fatte in consiglio comunale riguardo le problematiche che interessano la nostra Frazione, non solo non viene data risposta scritta come prevede il regolamento, ma questa amministrazione non si adopera neanche a risolverle.
Allo stato di fatto si può senz’altro dire che le tante promesse sbandierate dal centrosinistra durante la campagna elettorale nei primi 100 giorni di governo sono state tutte disattese, per questo io e i miei colleghi di minoranza lavoreremo, se necessario, con più impegno per impedire che il nostro territorio cada in un isolamento ancora più profondo.
Elpidio Micci
Consigliere comunale Forza Italia
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