Riceviamo e pubblichiamo – Non possiamo che prendere atto di una risposta tardiva rispetto agli avvenimenti segnalati con nota del 4 aprile 2011, ritenuti in linea generale con quanto accade in altri istituti d’italia.
La Uil ritiene che questo dimostra di quando sia lontana la periferia dal Dap seppur in questo caso Viterbo-Roma le distanzia di circa 70 km.
Il Capo del Dap non conosce o chi per lui quale sia la realtà del servizio negli istituti penitenziari “complessi” come nel caso di Viterbo.
Ogni detenuto “salvato” diventa ordinaria amministrazione, come tra l’altro sembrano essere considerati tali coloro che riescono a porre fine alla loro vita.
Per questi motivi, crediamo che quanto rappresentato in Prefettura lo scorso 26 giugno da tutte le rappresentanze sindacali, non sia un “reale problema” da dover affrontare con programmi adeguati da questa amministrazione… inadeguata, insufficiente, irresponsabile!
Daniele Nicastrini
Coordinatore regionale Uilpa
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