Viterbo – Uno schiaffo gli è costato la vita.
E’ morto per vendetta Cosimo Damiano Fraddosio, 34 anni, ucciso a colpi di pistola il 30 ottobre del 2009 al quartiere San Paolo di Bari.
Per quell’omicidio, gli agenti della questura di Bari, in collaborazione con i colleghi di Viterbo, hanno arrestato tre uomini, tra killer e mandanti: Giuseppe Misceo, cinquant’anni, Matteo Minella, 46 e Giuseppe Amoruso di 30.
Stando alle indagini della polizia, il mandante del delitto sarebbe stato Giuseppe Misceo, per vendicare l’affronto al genero Michele Minella, fratello dell’arrestato Matteo. Minella era stato schiaffeggiato da Fraddosio dopo un litigio in strada, per motivi di viabilità. Un’onta da lavare col sangue.
Fraddosio fu raggiunto qualche ora dopo nella sua autorimessa, a pochi metri dal punto in cui era avvenuta la lite. A sparare i cinque proiettili che hanno colpito Fraddosio alla nuca sarebbe stato Amoruso, che avrebbe ferito anche il padre, Giuseppe Fraddosio, 56 anni, conosciuto come “Pinuccio la guagliola”. Per questo i tre devono rispondere anche dell’accusa di tentato omicidio.
Dopo l’esecuzione, i killer si sarebbero puliti con la calce e con l’urina di alcuni bambini incontrati nel locale in cui erano entrati per lavarsi. In questo modo avrebbero cancellato ogni traccia di polvere da sparo.
Gli arresti sono stati eseguiti a Bari e a Viterbo. La ricostruzione del movente, a distanza di quasi cinque anni dal delitto, è stata resa possibile dai racconti di alcuni collaboratori di giustizia.
Dopo l’omicidio, Amoruso avrebbe ottenuto un motoscafo come ricompensa.
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