Viterbo – Tratte infernali. Lente. Affollate.
Che le linee ferroviarie del Viterbese non fossero l’eccellenza non è una novità. La conferma arriva dall’Espresso e dalla sua inchiesta in prima pagina “La rabbia dei pendolari”. Viaggio nell’odissea di quegli otto milioni di italiani che, ogni mattina, lottano per conquistarsi un posto sui cascanti convogli regionali, sempre più pieni e rari.
Un dramma generalizzato, in cui Viterbo non fa eccezione. Lo dice la classifica ripresa da Altroconsumo, a corredo dell’inchiesta. Venticinque le linee della lista nera, divise nei tre settori zona di Milano, zona di Roma e zona di Napoli. I livelli medi di insoddisfazione aumentano a mano a mano che si scende: 63 per cento al nord, 77 per cento al centro, 82 per cento al sud. Ma ogni tratta ha la sua specifica percentuale.
L’Orte-Fara Sabina-Roma, per esempio, registra da sola l’86 per cento di insoddisfazione. Nel caso della Viterbo-Cesano-Roma, invece, è il 71 per cento degli intervistati a ritenersi scontento del servizio offerto. E non c’è da stupirsi.
“Gli investimenti danno la misura del baratro tra politica e vita quotidiana – si legge nell’articolo di Michele Sasso -. Nel 2012 la Regione Lazio ha stanziato 32 milioni di euro per l’acquisto di nuove carrozze, contro i 35 milioni destinati alle spese folli dei gruppi consiliari. Mentre Franco Fiorito detto Batman si muoveva sulla jeep pagata con fondi pubblici, colonne di lavoratori si sono messi in fila all’alba per raggiungere gli uffici nella capitale in un’odissea di ritardi e disservizi”.
Tre direttrici per 200mila pendolari. E’ la linea di Viterbo, “da poco elettrificata” a meritare l’appellativo di “lentissima”. “Tempi di percorrenza estenuanti e treni fantasma: secondo il monitoraggio del comitato pendolari dal 2010 sono state soppresse 18 corse”.
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