Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Raccolgo l’indignazione di un gruppo di cittadini, tra i quali molti di loro anziani, residenti alle porte di Viterbo in zona Cimina che domenica mattina sono stati costretti a ingaggiare una sorta di caccia al tesoro (o meglio del cassonetto) per smaltire i loro rifiuti domestici.
Fino a sabato era possibile deporre i sacchi della spazzatura in una isola ecologica posta all’inizio di strada Monte Pizzo, ma da domenica, senza alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione comunale, l’isola ecologica è misteriosamente scomparsa. Da alcune tracce di ruote visibili sul terreno, si deduce l’intervento di macchine operatrici che evidentemente sono state utilizzate per la rimozione dei cassonetti.
Con la delicatezza paragonabile a un elefante all’interno di una cristalleria, durante le operazioni di bonifica è stata divelta anche una lapide con dei fiori a ricordo di una vittima della strada.
Il gruppo di cittadini quindi è stato costretto a dar vita a una spasmodica e inutile ricerca di un cassonetto o di una isola ecologica per l’intera città. In tarda mattinata, la piccola colonna di autovetture condotte dai residenti della zona Cimina, non avendo trovato alcun sito per collocare i rifiuti, ha fatto ritorno alle rispettive abitazioni riportandosi a casa i sacchi di immondizia non smaltiti.
Tra i residenti della zona Cimina c’è stato anche chi, nell’intento di organizzare una forma di protesta estemporanea, ha proposto di lasciare i sacchi della nettezza urbana dinnanzi la porta d’ingresso del Comune scrivendo su ogni sacchetto le motivazioni del gesto.
Sono stati poi convinti a desistere rispetto l’iniziativa anche per non incorrere ad eventuali sanzioni. Nonostante il sindaco Michelini dichiari che a Viterbo la gestione dei rifiuti sia ben funzionante e nonostante ribadisca piena fiducia all’assessore Saraconi, in città accade anche questo.
Andrea Marcosano
Forza Italia Viterbo
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