Viterbo – Le regole della convivenza sono puramente strumentali e l’uomo le ha rivestite di contenuto morale semplicemente per dare loro un maggiore valore imperativo.
Un’affermazione del genere può sembrare una provocazione: in realtà nasce dalla constatazione che le società umane si reggono sul principio “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”, che esprime una logica opportunista, un patto tra individui potenzialmente aggressivi che solo per tornaconto personale giungono al rispetto reciproco.
Un patto tra lupi, dunque, piuttosto che un gentlemen’s agreement fra uomini dotati di ragioni e sentimenti.
Al contrario, l’uomo va considerato un bene prezioso, in virtù della sua intelligenza creatrice, per cui gli individui debbono rispettarsi non a seguito di un calcolo tra costi e benefici, ma per l’intrinseca dignità della persona umana.
Si comprende allora il grande valore etico del principio evangelico “ama il prossimo tuo come te stesso” e dell’imperativo laico kantiano “considera l’essere umano come fine, non come mezzo”. In ambedue i casi si tratta di messaggi che danno vera sostanza morale al rispetto reciproco tra gli uomini, senza alcuna concessione ad una scelta di convenienza.
Nella società contemporanea, così competitiva e individualista, praticare il rispetto nelle sue forme strumentali è già un’impresa difficile; figurarsi se intendiamo il rispetto come forma assoluta di considerazione dell’altro, anche quando si tratta di un nemico o di una minaccia.
Il viaggio nel mondo del rispetto è quindi un’impresa complicata, imbarazzante, che forse nessuno di noi è in grado di affrontare con successo, ma quel che conta è possedere e mantenere questa tensione ideale, rendersi cioè conto del valore assoluto della persona umana.
E’ questo il punto di vista di Francesco Mattioli che, nel saggio “A che punto siamo arrivati! Viaggio nell’imbarazzante mondo del rispetto” (ed. Paoline), descrive le varie forme di rispetto e i complessi meccanismi relazionali che conducono gli uomini a regolare i propri rapporti reciproci quotidiani, dimostrando che se non si superano le logiche strumentali in favore di una concezione eticamente più alta dell’Altro, il rispetto rimarrà un optional comportamentale che potrà essere trascurato ogniqualvolta ci sembrerà vantaggioso farlo.
Con il patrocinio del Serra Club e della diocesi di Viterbo, Francesco Mattioli presenterà il suo libro mercoledì 22 gennaio, alle 18, nella sala conferenze dei Cavalieri di Malta, a palazzo Santoro. Dopo i saluti del vescovo di Viterbo e del presidente del Serra Club, ne discuteranno Francesco Giorgino, giornalista di Raiuno, il vescovo emerito monsignor Dante Bernini, e l’ex Preside del liceo classico di Viterbo Maria Teresa Ubertini. Ingresso libero.
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