Viterbo – Importante riconoscimento per l’arista Giulio Battaglia. 37 anni, numerosi premi alle spalle, è stato selezionato per la decima edizione della Biennale di Roma, esposizione internazionale in corso di svolgimento fino al 27 gennaio presso la sala del Bramante, in piazza del popolo.
Personalità poliedrica, all’arte unisce il lavoro quotidiano come infermiere nella struttura di Villa Rosa occupandosi in particolar modo dell’assistenza di malati terminali, Battaglia è stato invitato dal Ciac (centro artisti contemporanei) per la sua opera Il Pesaferro, realizzata in un pomeriggio e che racconta, al pari di suoi altri lavori, la condizione umana legata alla terminalità dell’essere, in tutta la sua veridicità ed unicità.
“Una passione che nasce da lontano quella per l’arte, che lo accompagna fin da bambino. Ma non ho mai visto l’arte come un lavoro – spiega Battaglia - piuttosto come una valvola di sfogo, un momento di tranquillità e dolcezza per sedare gli stressanti torpori della quotidianità. Al punto che, il primo riconoscimento ufficiale fu una sorpresa totale anche per lui. Non sapevo di aver vinto perché non sapevo di aver partecipato spiega fu mio fratello ad inviare, quasi per gioco, una mia tela. E da lì, è iniziato tutto. Un percorso che in poco tempo lo ha portato in contatto con le avanguardie europee, a confronto con idee, sensazioni e situazioni differenti. Proprio da una di queste, da una disagio, è nata la scintilla che ha fatto scoppiare il talento di Battaglia.
La precarietà in qualsiasi sua forma, affettiva, lavorativa, economica è una condizione con la quale spesso ci dobbiamo confrontare – dice Battaglia – la vedo ogni giorno, ed ogni giorno mi sforzo, al pari di tante altre persone di trasformare la crisi in opportunità, in speranza”.
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