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Viterbo - Acqua, Prc: "Dibattito moscio in consiglio comunale"

Ci siamo già dimenticati dell’arsenico?

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Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo atteso qualche giorno per vedere se il comitato No arsenico dicesse qualcosa su quanto avvenuto  il 27 giugno nella seduta del consiglio comunale in cui si è discusso, tra l’altro, della mozione presentata dalla consigliera Linda Natalini concernente “Misure urgenti per gestire il problema arsenico nell’acqua”.

Era stato concordato un comunicato unitario tra tutte le associazioni, movimenti e partiti che avevano aderito al comitato, ma sulla stampa (a meno di qualche nostra svista) non è apparso quasi nulla, a eccezione di un breve comunicato di Linda Natalini, da cui peraltro non emergeva il lungo e capillare lavoro del comitato per arrivare alla presentazione di quella mozione: sono state raccolte circa 3mila firme a sostegno della mozione stessa, sono stati messi in opera numerosissime riunioni aperte ai cittadini, montati gazebo informativi su tutto il territorio comunale, ecc.

Forse la rimozione dei risultati del referendum del 12-13 giugno è già cominciata? Ci auguriamo di no.

Però, alla luce di quanto è successo per l’acqua, è proprio il caso che il comitato continui a mobilitarsi cercando collegamenti con gli altri comitati referendari, fino a costruire una vera e propria costituente dei beni comuni, che funga da controllo sull’operato delle Istituzioni oltre che da cantiere di proposte e soluzioni.

Certo,ad assistere al dibattito consiliare sembrava che dal referendum sull’acqua pubblica fossero passati anni luce: la discussione non ha brillato per vivacità e partecipazione.

La risposta dell’assessore competente è stata tale da accontentare la coscienza di tutti i consiglieri di maggioranza: il problema arsenico non sarebbe di pertinenza del Comune ma dell’ “ente superiore” Talete, fino a venti microgrammi a litro non ci sarebbe da preoccuparsi tanto vista la proroga di un anno della Commissione Europea,  la Regione ha già stanziato finanziamenti di sette milioni di euro per un progetto di installazione di dearsenificatori  in tutta la Provincia da essa definito e sta bandendo una gara di appalto  con scadenza il 31 agosto.

Si  sorvola sul fatto che la proroga di un anno concessa dalla Commissione Europea non significa che l’arsenico oltre i dieci microgrammi a litro rende l’acqua comunque non nociva, che in particolare la proroga non vale per i bambini sotto i tre anni e le donne incinte, che l’emergenza non è risolta con il posizionamento su tutto il territorio comunale di sole  tre “casette dell’acqua” per di più fruibili con una tessera a pagamento (cinque-quindici euro, ma l’acqua-bene comune dovrebbe essere gratuita? e comunque già paghiamo un bolletta abbastanza salata, senza poi usufruire di un servizio adeguato alla nostra salute).

Insomma per l’assessore dovremmo stare tranquilli, ci pensa mamma Regione! Per fortuna, la coscienza di alcuni consiglieri di maggioranza non è riuscita a tranquillizzarsi dopo le parole dell’assessore e non hanno votato contro la mozione: il loro voto non è stato sufficiente a farla passare , ma gli va dato atto di avere compreso che su certe questioni non contano le appartenenze.

A un conteggio, forse errato, del numero dei votanti sembrerebbe che alcuni consiglieri di maggioranza si siano allontanati dall’aula consigliare proprio durante la discussione e  le votazioni, nella speranza di poter salvare la propria coscienza; speriamo di esserci sbagliati.

Della partecipazione dei cittadini alle decisioni anche tecniche per la soluzione del problema non si è parlato: ma che scherziamo? Non sia mai! E speriamo che la Regione operi  bene e per tempo, per non ritrovarci il 31 dicembre da capo a quindici o magari con una soluzione tecnica inadeguata, senza un controllo da parte dei cittadini e dell’amministrazione comunale, così come proponevano la mozione e il comitato “No arsenico”.

 

Prc – Circolo di Viterbo


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2 luglio, 2011

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