Viterbo – (g.f.) – Lunga vita alla discarica di Monterazzano.
Le ultime vicende, con le tremila tonnellate arrivate da Roma hanno fatto temere che nel giro di poco tempo possa esaurirsi e allora a Viterbo cominceranno i problemi.
Ma l’invaso, quanto tempo dovrà passare prima che si esaurisca? Tre, cinque, sei anni?
Quando la matematica è un’opinione. Ieri mattina, Gianluca De Dominicis, consigliere comunale 5 stelle si è fatto un giro con Lucio Matteucci di Viterbo Civica, prima a Monterazzano e poi all’impianto di trattamento a Casale Bussi.
Alla discarica qualcosa è venuto fuori: “Per il terzo invaso – dice De Dominicis – quello in uso, ci hanno spiegato come l’autonomia non è quella che sapevamo, di cinque o sei anni, ma i tempi sono più lunghi. Si parla di quindici”.
Una differenza non di poco conto. “Chiederò chiarimenti all’assessore responsabile – continua De Domincis.
Perché se ci sono cinque anni è un conto, ma se viene fuori che l’autonomia è di venti, pure ponendo l’arrivo d’immondizia romana, si scende a quindici.
Mi domando, a chi giova oggi dire che a breve potremo essere in emergenza? Mi viene il dubbio che si voglia spingere verso l’inceneritore, mentre avendo tempo a disposizione si possono trovare strade diverse”.
Se da Monterazzano la comitiva se n’è andata con qualche dubbio, a Casale Bussi è arrivata una certezza. La conferma di quanto è stato detto negli ultimi giorni.
Dal sette gennaio non arrivano più i rifiuti da Roma per essere trattati e rispediti nella capitale. L’accordo è scaduto e non più rinnovato.
Non riceviamo più immondizia capitolina, ma noi continuiamo a mandare fuori parte della nostra.
“Ci hanno spiegato – osserva De Dominicis – come il cdr sia portato fuori, a Roma e pure fino a Bergamo”.
Con un costo che si aggira sui cento euro a tonnellata, per farlo bruciare.
Nel 2013 Ecologia Viterbo ha speso qualcosa come sei milioni di euro. Una larghissima parte dei comuni che conferisce a Casale Bussi consente di produrre un cdr di qualità, con qualche eccezione, come Viterbo, dovuto al fatto che ancora porta in discarica l’indifferenziato senza dividere l’umido.
Riescono comunque a separare le due parti, ma una volta che pure il capoluogo partirà con la raccolta dell’umido, sarà un lavoro in meno.
Sui rifiuti trattati è emerso un altro aspetto finora poco noto.
“In base al decreto Ronchi e successivi – osserva De Dominicis – quando i materiali vengono trattati, la società ne diventa produttrice”. In qualche modo proprietaria.
“Quindi – osserva De Dominicis – come ci hanno spiegato, sarebbero tenuti a portarlo nella discarica di pertinenza”.
Nel caso di Viterbo, a Monterazzano. Per tutto il periodo in cui i rifiuti di Roma sono arrivati a Casale Bussi, trattati e tornati indietro, in qualche modo si è aggirata la norma.
A Monterazzano si produce anche biogas. “Un aspetto che non conoscevamo – osserva De Dominicis – da tenere presente se dovessero proporre una centrale a biomasse”.
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