Tre Croci – (s.m.) – E’ stato spostato dai binari di Tre Croci il treno Roma-Viterbo deragliato venerdì (fotocronaca 1: il treno deragliato).
Le operazioni di rimozione erano iniziate ieri mattina, ad opera del personale di Trenitalia.
Gli operai, al lavoro dalle 11, hanno finito in meno di 24 ore di rimuovere i vagoni spostati dalla frana.
Il treno è stato portato stamattina alla stazione di Porta Romana. Il convoglio era stato sistemato su due binari: su uno i vagoni deragliati, sull’altro la parte anteriore del treno, scontratasi con i detriti della frana (fotocronaca 2: il treno a Porta Romana).
Nel primo pomeriggio i vagoni sono stati ulteriormente spostati, per consentire tutte le attività di analisi utili alle indagini.
Lo smottamento è avvenuto nella tarda mattinata di venerdì. Una parte di costone di terra è crollata finendo sulle rotaie al chilometro 77+100, stazione Tre Croci. Il treno 24050 l’ha urtata, provocando il deragliamento di alcune carrozze. Solo una persona è rimasta ferita lievemente: il capotreno, dimesso con dieci giorni di prognosi per un colpo di frusta. Illeso il resto dei circa cinquanta passeggeri a bordo.
Nonostante la rimozione del treno, la linea resta bloccata. Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) dovrà rimettere la zona in sicurezza, ripulirla dalla frana e dai pezzi di costone crollati.
La procura di Viterbo indaga ma, per ora, non c’è un vero e proprio fascicolo aperto. Gli agenti della polizia ferroviaria, coordinati dall’ispettore Nicola Di Gregorio, sono stati delegati per le verifiche del caso.
Prima tra tutte, il verbale di accertamento urgente per fotografare lo stato dei luoghi. Una relazione lunga e dettagliata, con foto e riprese allegate, per “congelare” l’evento e la sua dinamica senza mettere l’area sotto sequestro. Una strategia investigativa intelligente: la polfer ha voluto creare il minimo disagio ai tanti pendolari che, giornalmente, si spostano su quella linea. Il sequestro avrebbe sicuramente allungato i tempi del blocco ferroviario a Tre Croci.
Per la messa in sicurezza della zona potrà volerci al massimo una settimana. Intanto, i pendolari possono utilizzare il servizio sostitutivo di pullman per arrivare alla stazione di Capranica e da qui a Roma.
L’apertura del fascicolo è comunque questione di ore. Già domani il pm Franco Pacifici dovrebbe avere sulla sua scrivania tutte le relazioni e i resoconti dei sopralluoghi degli agenti ferroviari. A quel punto potrebbe essere formulata l’ipotesi di reato a carico di ignoti: probabilmente disastro ferroviario colposo.
La polfer ha già ascoltato il capotreno lievemente ferito e tre dipendenti di Rfi e Trenitalia. Il primo responsabile della gestione delle stazioni. Il secondo, dei treni. Nel mirino di un’eventuale inchiesta della magistratura, finirebbe la manutenzione: chi doveva vigilare sulla sicurezza delle zone in prossimità dei binari? E’ stata fatta prevenzione? Perché il costone è venuto giù, travolgendo il treno?
Certamente è stato un incidente. Ma era evitabile oppure no? Di sicuro nessuno voleva causarlo. Nemmeno gli eventuali e futuri indagati che, probabilmente, si troverebbero a rispondere di un’ipotesi colposa di disastro ferroviario. Ma è ancora presto per parlarne. Gl indagati non ci sono e neppure l’inchiesta, a livello formale. L’indagine è alle primissime battute.
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