Viterbo – Scherzetto di Marcello Meroi alla sua maggioranza. Tutti si aspettavano la nomina di una giunta tecnica e invece arriva il colpo di scena. Concedere ancora un giorno ai suoi.
Stamani è accaduto un fatto che ha indotto Meroi a ritardare la decisione e a presentare ufficialmente una proposta: giunta politica con quattro, massimo cinque assessori, rispetto ai sette attuali.
Tutt’altro che una novità. Sono numeri su cui Ncd, FdI e Udc si scontrano da venti giorni senza venirne a capo. Perché ufficializzarla alla stampa?
“Stamani ho appreso un fatto che mi ha disturbato – spiega Meroi – qualcuno mi ha fatto notare che i venti giorni sono passati invano, perché io non ho formalizzato una proposta sulla composizione numerica della giunta.
In realtà l’avrò fatto cinquanta volte, in altrettanti incontri. Non è che stiamo giocando a poker dove si bluffa fino all’ultimo, ma se tutti a quanto pare stanno aspettando un mio pronunciamento ufficiale, eccolo: io credo che questa amministrazione debba avere quattro assessori, portabili a cinque per il rispetto delle proporzioni fra i gruppi. Lo formalizzo”.
Se entro domani sulla scrivania del presidente non arriverà un documento sottoscritto da dodici suoi consiglieri che accettano, mercoledì varerà la sua squadra di tecnici, i cui nomi sono top secret.
Il tentativo è togliere ogni alibi ai partiti.
“Mi sarei dovuto dimettere un anno fa – spiega il presidente – forse allora trovare una soluzione sarebbe stato più semplice.
Provo profondo imbarazzo per quanto sta avvenendo e su quanto mi è stato detto stamani, della mancata formalizzazione di una mia proposta”. Una scusa o poco più.
“Ma se c’è bisogno di un passaggio formale a tutti gli effetti, lo faccio. Un giorno si può concedere. Se è un alibi, vediamo se regge”. Che sarebbe più semplice trovare un ago in un pagliaio piuttosto che una maggioranza a palazzo Gentili, lo rivela sempre il presidente, ricordando gli infiniti tentativi tentati dallo stesso Meroi per trovare una soluzione alla crisi.
“Constatato che i partiti non riuscivano a trovare una soluzione politica, ho proposto, per mantenere in piedi l’amministrazione, di prendermi io la responsabilità di nominare una giunta politica a quattro o cinque. Mi sarei assunto la responsabilità di scegliere gli assessori fra quelli in carica, a una sola condizione: avere una delega in bianco.
Mi è stato spiegato che non era possibile. E’ l’aspetto che mi ha dato più fastidio anche a livello personale”.
Questa è già una sorta di sfiducia da parte dei suoi. Meroi però usa un altro termine: “La chiamerei mancanza di fiducia”. Un sottile differenza giocata in punta di vocabolario, buttandola sul lato umano. Ma il dato politico rimane.
Chi fra i partiti di maggioranza si è rifiutato di firmare una sorta di cambiale in bianco a Meroi? “Devo dire – rivela Meroi – che c’era una certa disponibilità da parte del Nuovo centrodestra ad accettare la mia posizione. Altri, invece, hanno avanzato proposte diverse, ritenendo non utile lasciare a me la decisione”.
Per esclusione, quindi, FdI e Udc, orientati a ridurre i compensi e non il numero di assessori. Non sono bastate, quindi, le dimissioni di Meroi, ritirate ieri sera, a far ricompattare il centrodestra in provincia.
“Costringere il rappresentante istituzionale alle dimissioni – dice ancora Meroi – non è un passo positivo per nessuno, rende un’immagine di una sconfitta personale e politica”.
La logica conseguenza di una maggioranza nata litigiosa. “A questa situazione ci siamo arrivati per la richiesta di un gruppo importante, come l’Ncd, di una revisione nella ripartizione numerica della giunta.
A fronte di questo, ci si sono create situazioni opposte. C’è chi ha chiesto di lasciare i sette assessori, io ho avanzato varie proposte: riduzione a sei, ma sette consiglieri erano contrari, giunta a quattro, ma i consiglieri contrari sono diventati quattordici.
Mentre ci sono otto milioni e mezzo di euro da gestire per la viabilità, i precari che vanno a casa e il sottoscritto nominato soggetto attuatore degli interventi finanziati per il nubifragio. Tutto questo io ritengo che sia più importante che stabilire se si debba andare avanti con sette o sei assessori”.
Ma il vaso ormai è rotto e difficilmente si riusciranno a mettere insieme i cocci. Ovvero: difficilmente sulla scrivania di Meroi arriveranno le dodici firme d’assenso a una giunta politica a cinque.
Facile prevedere l’arrivo mercoledì degli assessori tecnici e i vari Camilli, Equitani, Danti, Vita, Fraticelli, Fracassini e Staccini a casa.
Scenario possibile: Fratelli d’Italia potrebbe uscire dalla maggioranza e il Nuovo Centrodestra fortemente contrario ai tecnici potrebbe mettersi contro. Conseguenze possibili: al primo consiglio provinciale Meroi potrebbe non avere i voti necessari.
Sempre che non arrivi qualcuno in suo aiuto o se in questo inizio settimana nel centrodestra non ci siano ripensamenti.
E dire che, come ha fatto notare Meroi in conferenza stampa, quella di Viterbo è l’unica provincia nel Lazio che in virtù della legge che le dovrà abolire, rimarrebbe ancora in piedi, con Roma decaduta, idem Frosinone e Rieti e Latina commissariata definitivamente.
Ne valeva proprio la pena…
Giuseppe Ferlicca
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