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Viterbo - Crisi in provincia - I partiti rispondono picche all'ultimatum di Meroi - Ndc favorevole a una giunta a 5, non a quella tecnica - FdI e Udc solo a far rimanere la squadra a 7, tagliando i costi

L’intesa non è… giunta

di Giuseppe Ferlicca
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La seduta del consiglio provinciale

Il consiglio provinciale

Viterbo – Meroi vorrebbe una giunta a quattro, ma è disposto ad arrivare a cinque. Al Nuovo centrodestra la giunta a cinque sta bene, ma sono disposti ad arrivare anche a sei assessori. Oggi a palazzo Gentili ce ne sono sette. Totale: venti giorni di discussione più due extra concessi da Marcello Meroi, per eliminare al massimo un assessore.

La crisi a palazzo Gentili, nonostante il presidente ieri abbia formalizzato la sua proposta a quattro – cinque, da sottoscrivere da dodici consiglieri di maggioranza, non sembra trovare una via d’uscita. Ma un aspetto positivo c’è: i consiglieri di maggioranza hanno fatto pratica in matematica.

Adesso contano fino a sette in un battibaleno.

Ieri in conferenza stampa, quando tutti si aspettavano che avrebbe nominato quattro assessori tecnici, Meroi ha dato tempo fino a domani mattina per accettare la sua idea di una squadra di assessori al massimo a cinque. Altrimenti arrivano le nomine tecniche.

Conclusa la conferenza, la maggioranza è entrata in riunione permanente, ma i conti non tornano.

I consiglieri di centrodestra concordano solo su un punto: nessuno vuole la giunta tecnica.

A Meroi, apertamente, invece, dicono sì solo gli uomini del Nuovo centrodestra. “Appoggiamo la scelta del presidente – osserva il capogruppo Ncd Capitoni – per una giunta a cinque.

Ci auguriamo che ci sia buonsenso da parte di tutti i gruppi. Capiamo che possano esserci difficoltà, quindi siamo disponibili a una trattativa sulle posizioni, arrivando a sei componenti. Sappiamo che l’idea non piace al presidente Meroi, ma se può servire a raggiungere un’intesa noi siamo d’accordo”.

Cinque o sei assessori, ma no deciso a una giunta composta da tecnici. “Non la prendiamo nemmeno in considerazione – conclude Capitoni – sarebbe una sconfitta della politica. I tecnici non hanno senso. Allora restiamo solo con i dirigenti”.

Guardando la crisi dal fronte Ncd, Meroi si deve augurare che si raggiunga un’intesa, altrimenti la sua squadra tecnica con i sette consiglieri che fanno riferimento a Capitoni farebbe poca strada. Alla prima occasione in consiglio provinciale rischia di rimanere senza voti.

Mentre a quanto pare, la giunta a quattro, cinque o sei, con Fratelli d’Italia e sembra anche l’Udc è destinata a non fare nemmeno un passo.

Le posizioni non cambiano: lasciare tutto così com’è fino a giugno e siccome tutto è nato per ridurre i costi della politica, si possono tagliare i compensi in modo che sette assessori costino quanto quattro.

Ogni altra scelta, tecnici compresi, porterebbe FdI fuori dalla maggioranza. Il perché è noto.

Se il problema sono i costi della politica, lasciare sette assessori al costo di quattro risolverebbe il problema. Ma dal gruppo di Mantuano temono che si tratti d’altro, ovvero ridimensionare la loro presenza in giunta.

Tanto per non farsi mancare nulla, nei conteggi di questi giorni sul peso delle diverse forze di maggioranza, a qualcuno è venuto un dubbio: Meroi, eletto nel Pdl, a chi va attribuito? Ncd? In questo caso anche la formazione di Capitoni sarebbe sovradimensionata.

La conta si fa davvero difficile. Fino a sette in maggioranza ce la possono  fare, ma arrivare a dodici come chiesto da Meroi, sarà un’impresa.

Giuseppe Ferlicca


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4 febbraio, 2014

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