Riceviamo e pubblichiamo – In attesa che la maggioranza approvi il bilancio a Palazzo Gentili, la Provincia di Viterbo si avvita in uno stato di crisi di entità superiore alla media nazionale.
Dopo i ripetuti tagli della Giunta Polverini alla scuola, alla sanità ed alla solidarietà sociale, scopriamo che anche a livello locale poco o niente è previsto per lo sviluppo economico del territorio e per la salvaguardia dei diritti costituzionali del cittadino.
In un momento di estrema crisi dell’agricoltura e del distretto economico di Civita Castellana, nessuna azione di intervento concreta viene prevista dal bilancio della Provincia, limitando il prossimo anno di attività alla normale amministrazione con pesanti tagli su tutte le voci di spesa.
Finanziamenti irrisori ed inadeguati sono stati previsti per il mantenimento e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, di quelli di valore storico/archeologico e per la manutenzione delle strade, poco o nulla è previsto per le attività culturali che rappresentano il volano dell’economia turistica, ed a parte i buoni intendimenti, altrettanto poco viene messo a disposizione per lo sviluppo e la ripresa economica.
Era possibile fare di più? Dalla relazione della stessa maggioranza si possono trarre utili indicazioni al riguardo. Infatti apprendiamo che una parte ingente delle risorse disponibili sono state impegnate per la stabilizzazione dei precari, al punto tale da raggiungere o superare la soglia di rispetto prevista dalla legge. Apprendiamo ancora che la Provincia, in buona compagnia del Comune di Viterbo, continua a farsi carico delle ingenti perdite di bilancio (milioni di euro) associate alla liquidazione della Robur ed alla difficoltosa gestione della Talete, in un momento in cui, anche a causa del problema dell’arsenico, sarebbe necessaria una gestione delle acque assolutamente solida e trasparente.
Apprendiamo preoccupati del completo fallimento della politica di sviluppo delle energie rinnovabili, con il naufragio del progetto “mille tetti” per il fotovoltaico civile e con la veloce retromarcia sui veti nello sviluppo dell’eolico. A quanto pare sul versante rifiuti dovremmo invece essere tranquilli, peccato che la preventivata chiusura di Malagrotta e la costituzione dell’Ato unico regionale, regalo sempre della Giunta Polverini, porrà non pochi problemi anche alla nostra Provincia. Ed altro. Si può definire una politica sbagliata? Partiamo dai precari.
Fermo restando che il problema dei precari rappresenta il problema principale del nostro paese, bisogna anche chiedersi se la vocazione della Provincia, così come quella di altre strutture istituzionali debba essere quella di fornire “lavoro” al territorio.
Noi riteniamo che il migliore investimento possibile non sia quello (o almeno non solo quello) di dare lavoro ad una percentuale minima di precari (tra l’altro assunti senza un concorso pubblico), quanto quello di creare le condizioni di sviluppo affinché molte più esigenze vengano soddisfatte.
In questo modo è possibile ottenere il migliore investimento delle risorse pubbliche, avviando contestualmente un processo di crescita culturale per garantire il rispetto e la consapevolezza dei diritti del cittadino. Purtroppo, in un territorio chiuso come la nostra Provincia, il principale mestiere del politico sembra essere rimasto quello più triste e tradizionale, la raccomandazione per un lavoro. Ed a quanto pare, sembra essere un mestiere abbastanza trasversale interessando profondamente i principali partiti della maggioranza e della minoranza.
Per la vicenda Robur/Talete si resta semplicemente sconcertati, ma cosa deve accadere prima che vi sia un intervento diretto della Corte dei Conti ed eventualmente della magistratura, anche solo a garanzia del cittadino? E cosa deve accadere per rendere operative almeno le mozioni che il Consiglio della Provincia ha approvato fino ad oggi alla unanimità. Dove sono le risorse necessarie per attuare la mozione sull’agricoltura, quella sul distretto di Civita Castellana e sui trasporti, o quella sulla trasparenza della pubblica amministrazione? Forse sono finite nello stesso cassetto in cui giacciono il ponte sullo stretto di Messina e l’aeroporto di Viterbo, il cassetto del nulla e dello zero.
Raffaele Saladino
Capogruppo IdV Provincia VT
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