Viterbo – (g.f.) – Un trasporto più in forse che straordinario.
Inizialmente pensato per festeggiare il riconoscimento Unesco quale patrimonio immateriale dell’umanità, col passare dei giorni in comune hanno ridefinito i contorni di un evento che è tanto raro quanto sentito dai viterbesi.
Far uscire la Macchina di santa Rosa in un giorno diverso dal tre settembre ha storicamente un senso, se viene fatto alla presenza di una personalità quale il papa.
Così è stato per Giovanni Paolo II e così dovrà essere pure stavolta.
Solo che rispetto al passato, l’ordine degli addendi è capovolto. Nel 1984 il trasporto fu organizzato per la presenza del pontefice in città, quest’anno il trasporto si farà, ma solo se papa Francesco potrà essere presente, in un giorno a scelta ai primi di giugno.
Le diplomazie sono ancora al a lavoro per capire se è possibile inserire nell’agenda papale la visita a Viterbo.
“Entro giovedì – spiega il sindaco Leonardo Michelini – vedremo se è possibile un incontro con il vescovo Fumagalli, per capire se il papa può e quando”.
Al momento, tutti col fiato sospeso. Soprattutto il Sodalizio Facchini di santa Rosa, chiamati eventualmente ad anticipare prove di portata e tutta l’organizzazione del trasporto, quindi con i tempi piuttosto stretti.
E se trasporto straordinario dovesse essere, c’è sempre in piedi la proposta di decidere quale fra le ultime Macchine far uscire, Fiore del Cielo, Ali di Luce, Una Rosa per il 2000, Sinfonia d’Archi.
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