Riceviamo e pubblichiamo – La crisi c’è, e questo è un dato di fatto: 1800 posti di lavoro sono andati persi nel Distretto Industriale di Civita Castellana, 506 sono i dipendenti in mobilità e 615 i precari espulsi per primi dal mercato del lavoro, con la conseguente chiusura di 30 aziende, che hanno serrato i lucchetti.
In una città in cui l’economia si regge principalmente sul lavoro industriale, non si può commettere l’errore di trascurare quelli che sono i problemi degli operai e delle aziende in crisi.
Sono 3.145 gli operai del distretto, di cui 2.087 hanno usufruito nel 2010 della CIG (Cassa Integrazione Guadagni); la perdita salariale per i dipendenti sospesi a zero ore in CIG in un anno è di circa 12.000,00 euro. Inoltre tutto il sistema industriale sta andando in crisi, non solo gli stretti interessati, come gli operai, ma anche artigiani e liberi professionisti che lavorano a stretto contatto con le singole aziende. La situazione che si prospetta non è facile, è la più grave nella storia del distretto Civitonico.
E’ per questo che il Consiglio Comunale dei giovani di Civita Castellana, nonostante l’interesse in ambito giovanile, ha deciso di sostenere la lotta per la conquista dello stato di crisi, iniziando una campagna di solidarietà e di divulgazione mediatica a favore dei lavoratori, con lo scopo di ottenere nuovi diritti che abbiano come fine il bene economico e sociale di ogni cittadino, civitonico che sia.
C’è bisogno in questo momento della solidarietà e della partecipazione attiva di ogni singolo cittadino, prendendo parte alle battaglie che questi giorni gli operai Civitonici stanno portando avanti presso il Ministero del Lavoro a Roma, nelle date 5-6-7 luglio, gridando tutti insieme, per la concessione di un tavolo, cui fare partecipi le parti sociali e gli Enti locali, che riesca ad ottenere lo stato di crisi per il distretto industriale di Civita Castellana.
Consiglio Giovani di Civita Castellana
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