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Elezione del presidente della Camera di commercio - La coalizione Ascom, Confesercenti, Federlazio e Confartigianato non fa nomi - Peparello attacca duramente Unindustria: "Ma chi è questo Merlani? Io lo conosco da un mese e so solo che fa l'imprenditore…"

Nemmeno l’ombra di un candidato

di Francesca Buzzi
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Da sinistra: Peparello, Barlozzini, De Simone e Crea

Da sinistra: Peparello, Barlozzini, De Simone e Crea

Andrea De Simone (Confartigianato)

Andrea De Simone (Confartigianato)

Mauro Barlozzini (Ascom)

Mauro Barlozzini (Ascom)

Vincenzo Peparello (Confesercenti)

Vincenzo Peparello (Confesercenti)

Giuseppe Crea (Federlazio)

Giuseppe Crea (Federlazio)

Viterbo – Programmi, iniziative, strategie. Ma nemmeno l’ombra di un nome da proporre come candidato.

All’indomani della presentazione dei dati delle imprese iscritte alle associazioni di categoria che saranno chiamate a eleggere il nuovo presidente della Camera di Commercio, la “coalizione” che vede allo stesso tavolo Ascom, Confesercenti, Federlazio e Confartigianato si presenta ufficialmente in una conferenza stampa ribadendo di non avere ancora alcuna intenzione di scucire l’uomo (o la donna) che li rappresenterà.

Al tavolo, ospitato dalla sede di Confartigianato, siedono il padrone di casa, Andrea De Simone, il direttore dell’Ascom Mauro Barlozzini, quello di Federlazio Giuseppe Crea e Vincenzo Peparello per Confesercenti.

“Intanto è bene chiarire che questo tavolo non si contrappone a nessuno – esordisce De Simone (Confartigianato) – ma è soltanto l’unione di un accordo tra quelli che possiamo chiamare i padri fondatori di questo progetto. Siamo comunque del tutto inclusivi e aperti al dialogo con chiunque altro avrà intenzione di sposare le nostre linee guida. La nostra alleanza è su un progetto e non su nome”.

Un progetto che finora però nessuno ha scritto e nessuno ha definito nel dettaglio. Insomma, più che altro un’unione di intenti, volta a racchiudere i rappresentanti del commercio, del turismo, dell’artigianato e della piccola e media impresa. Tranne uno.

“All’appello manca la Cna – spiega Mauro Barlozzini (Ascom) – che come ben si sa ha deciso di schierarsi con Unindustria. Un accordo che stranamente c’è soltanto a Viterbo visto che nel resto del Lazio la Cna è sempre con gli artigiani e non con gli industriali… Dalla loro parte c’è anche Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative, Lega delle cooperative, Cgil, Cisl e Uil. Tanti nomi che in realtà pesano davvero molto poco sul conteggio finale dei seggi visto che tanto, per fare un esempio, Cgil, Cisl e Uil esprimono un solo seggio in tre e Lega delle cooperative e Confcooperative uno in due”.

Come a dire, tante sigle ma poca sostanza. “Loro sembrerebbero più forti – continua Barlozzini – ma in realtà la contrapposizione potrebbe portare a un vero testa a testa. Noi siamo soltanto quattro ma è qui che sono seduti tutti i rappresentanti dell’artigianato, del commercio e del turismo. E questi, ci pare chiaro, sono i settori che contano a Viterbo. Il presidente, chiunque esso sia, dovrà fare sicuramente i conti con noi”.

Quanto al nome del candidato, inutile ripeterlo, Ascom, Confesercenti, Confartigianato e Federlazio, fanno scena muta. “Noi non facciamo nomi – conclude Barlozzini – ma non mi pare che gli altri li abbiamo fatti… O meglio, ci sono voci che parlano di Domenico Merlani, ma lui non si è mai esposto, non ha mai dichiarato nulla da quello che ne sappiamo”.

Ma se, sempre come dicono le “voci”, fosse davvero Domenico Merlani, lo schieramento che finora sembra essergli opposto come lo vedrebbe nel ruolo di presidente della Camera di Commercio?

“Merlani chi? – si chiede non senza perfidia Vincenzo Peparello (Confesercenti) – Io Merlani lo conosco da un mese… Cioè so che è un imprenditore, ma di imprenditori ci sono in ogni campo e a tutti i livelli. Sento dichiarazioni di persone che chiedono a gran voce un rinnovamento rispetto a Palombella perché lui era un funzionario della sua associazione di categoria e non un imprenditore in senso assoluto. Ma in realtà tutti sono imprenditori, tutti. Anche tutte le persone che siedono oggi a questo tavolo. Anche io lo sono…”

Insomma discutere intorno a un nome, a maggior ragione se si tratta di quello di Domenico Merlani, è del tutto inutile per lo schieramento.

“Alle aziende importa poco chi sia il presidente – gli fa eco Giuseppe Crea (Federlazio) -. Vogliono parlare di lavoro, pensare a uscire dalla crisi, approfondire su quali e quanti servizi possono contare. E’ inutile costruire steccati e blocchi così contrapposti per far spuntare poi un presidente che potrebbe trovarsi a lavorare con una giunta spaccata. Ciò che forse non è  chiaro è che se al posto di Palombella ci va qualcuno che la spunta per uno o due voti, poi la Camera di commercio rischia di rimanere ingessata”.

La giunta, sarà composta da otto membri più il presidente. Uno dei quali deve necessariamente essere donna. Una candidata di sesso femminile, quindi, entrerà comunque anche con un solo voto.

Per il successore di Palombella, infine, nessuno esclude la terza via. “Ci potrebbero essere anche tre candidati – ribatte Peparello – o quattro. Chi può dirlo? Ciò che conta sono i programmi. Basta con questa corsa al nome”.

Francesca Buzzi


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11 febbraio, 2014

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