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Viterbo - Scarsa informazione sui rifiuti, 7 movimenti civici domenica distribuiscono un volantino

Differenziata: “Sei mesi di caos”

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Paolo Barbieri, Chiara Frontini, Lucio Matteucci, Ivano Storcè, Ada Altigeri

Paolo Barbieri, Chiara Frontini, Lucio Matteucci, Ivano Storcè, Ada Altigeri

Paolo Barbieri

Paolo Barbieri

Ivano Storcè

Ivano Storcè

Ada Altigeri

Ada Altigeri

Maria Immordino e Paolo Barbieri

Maria Immordino e Paolo Barbieri

Chiara Frontini e Lucio Matteucci

Chiara Frontini e Lucio Matteucci

Viterbo – Raccolta differenziata questa sconosciuta: dove non arriva Viterboambiente, provano ad arrivarci i movimenti civici.

Scarsa informazione, unita a qualcuno che alla raccolta è indifferente, stanno creando da mesi problemi in particolare nelle zone rurali alle isole di prossimità.

“Per questo proviamo – spiega Lucio Matteucci di Viterbo Civica – a coprire lacune d’altri. Nei mesi a nessuno è arrivata una lettera, informazioni che chiariscano come vada fatta la raccolta”.

Se chi dovrebbe non informa, ci pensano sette movimenti, Viterbo 2020, Solidarietà cittadina, Viterbo Civica, Fondazione, Centro anziani e Take off.

Domenica saranno in giro per le varie isole a distribuire un volantino semplice, ma che può essere d’aiuto a molti viterbesi su come portare all’isola l’immondizia differenziata.

“Ci siamo resi conto – dice Paolo Barbieri (Fondazione) – che nonostante gli impegni presi da Viterboambiente, per circa 600mila euro in pubblicità sulla differenziata, informazione non ne è stata fatta. Quindi abbiamo deciso di prenderci noi la briga. Un’opposizione costruttiva.

La gente ci ferma per strada, non si conoscono le modalità. Ad esempio, il cartone della pizza non va nel cartone, ma nell’indifferenziato, perché sporco”.

Il problema è reale: “Sono stati sei mesi di caos per la differenziata – osserva Chiara Frontini (Viterbo 2020) – il comune ha deciso di far partire il servizio troppo presto rispetto alla formazione di una coscienza ambientale da parte die cittadini.

Era previsto il numero verde, che all’inizio non funzionava, comunicazione sui social network, incontri a campione, indagini, punti informativi che solo ultimamente sono stati approntati.

Era addirittura in programma un ecosportello, aperto quindici ore alla settimana con personale formato per rispondere alle domande dei cittadini.

E’ stato fatto ben poco, pure per questo abbiamo voluto dare il nostro contributo”.

Informare via internet va bene, anche se il passaparola a Pianoscarano si è rivelato più efficiente: “E’ contagioso – osserva Ada Altigeri del centro anziani – nel giro di un mese siamo riusciti a organizzarci, seppure fra molte difficoltà”.

E un dubbio non di poco conto: “Noi ce la stiamo mettendo tutta – osserva Paolo Barbieri – per far funzionare la differenziata, ma non vorremmo che lo sforzo dei cittadini viterbesi sia vanificato dall’arrivo d’immondizia da Roma. Noi siamo virtuosi e conferiamo meno rifiuti in discarica, per fare spazio ad altri. La classica battaglia contro i mulini a vento”.

All’incontro erano presenti anche Ivano Storcé per La mia Tuscia Maria Immordino di Solidarietà cittadina


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13 febbraio, 2014

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