Viterbo – I viterbesi non se la bevono.
Tutti in fila per chiedere la riduzione del 50 per cento in bolletta. Perché negli anni la tariffa è aumentata, mentre la qualità dell’acqua è diminuita, per effetto della concentrazione d’arsenico.
Sotto Talete, in via Romiti, stamani un banchetto per raccogliere le firme e chiedere che da tutti i rubinetti esca acqua potabile e fino a quel momento, il dimezzamento della tariffa.
Una riduzione che il comitato “Non ce la beviamo” motiva nella lettera che i cittadini stanno sottoscrivendo e da inviare a comune e Talete.
“I cittadini – si legge sono costretti ad approvvigionarsi di acqua potabile con propri mezzi, con conseguente grave disagio e aggravio di spese a proprio carico.
L’esposizione prolungata nel tempo all’arsenico contenuto nell’acqua potabile e nel cibo può causare cancro, lesioni cutanee, malattie cardiovascolari, effetti sullo sviluppo, danni al sistema nervoso e diabete”.
Le limitazioni d’uso imposte per effetto della sostanza presente nell’acqua, per il comitato comporta la riduzione del valore del servizio fornito, che si deve tradurre in una riduzione dei costi.
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